BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

martedì 16 giugno 2015

L'italia è ignorante...

Come attecchisce il discorso razzista? E, a prescindere dalla sovraesposizione mediatica, quali fattori determinano la crescita di partiti dichiaratamente fascisti o razzisti? Ovviamente non esiste una risposta univoca, secca, a queste domande. Ma fatti come quelli accaduti nella periferia di Roma fino agli ultimi episodi europei, ci costringono ad interrogarci con una certa urgenza.


Le inchieste di giornali e magistratura si susseguono, dipingendo un quadro fatto di omicidi, bande armate, imprenditoria criminale e coperture politiche. Ma la novità di questi tempi è l’alleanza strategica, in vista delle prossime elezioni politiche (e non solo), fra quest’area – definita non a torto “fasciomafiosa” – e la Lega di Salvini con frange di grillini. Alleanza che sta fomentando la “guerra tra poveri” e cavalcando le proteste anti-immigrati nelle sue frange più estreme, razziste.

Eppure, interessi criminali e politico-elettorali non spiegano ancora a pieno come questa frazione della classe dirigente guadagni consenso tra quelli che sono stati definiti “cittadini esasperati”.

A questo punto vorrei introdurre due elementi che a mio parere possono aiutare a spiegare meglio questo consenso. Il primo elemento è una tabella (Index of ignorance, fonte IPSOS-Mori) che illustra il primato del nostro paese nella classifica dell’ignoranza. L’indice è testato sulla capacità dei cittadini dei vari paesi di credere a “luoghi comuni” e bufale su temi di “interesse pubblico”.



I luoghi comuni che abbiamo ascoltato in quei giorni dalle periferie, ripetuti come un mantra dai media di regime, sono: “stuprano le nostre donne”, “ci rubano il lavoro”, “gravano sulla previdenza generale”, “non rispettano le nostre leggi”, ecc.

Il secondo elemento, invece, è il concetto di “analfabetismo funzionale”. Da un’indagine delle Nazioni Unite sullo Sviluppo umano del 2009, risulta infatti che In Italia quasi una persona su due compresa fra l’età di 16 e 65 anni è incapace di usare in modo efficiente le abilità di scrittura, lettura e calcolo. Prima, anche in questo caso, fra i paesi OCSE.

Ovviamente queste carenze e lacune non sono soltanto il risultato di scelte individuali o esasperazione della crisi. Ma il frutto di scelte e di volontà politiche infami in materia di istruzione, formazione, educazione. I tagli dei vari governi negli ultimi decenni alla scuola per sanare il bilancio hanno prodotto orde di persone incapaci  a capire ed interrogarsi sulla variegata società che le circonda o a disprezzare la gestione di cosa pubblica e beni comuni.

un popolo ignorante è facilmente manipolabile e comandabile...  AUGURI

0 commenti:

Posta un commento