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sabato 20 giugno 2015

L'Apartheid di Charleston

Questa non è la RABBIA con la "R" maiuscola, è una RABBIA a lettere cubitali, ognuna delle quali accompagna un ricordo che non siamo mai riusciti a rendere realmente tale.
Una tratta degli schiavi mai conclusa, mortificanti leggi razziali, la claustrofobia dell'Apartheid, la caccia agli aborigeni in Australia, il Ku Klux Klan che illumina la notte di cattiveria e il genocidio del Rwanda, consumato mentre il mondo si girava dall'altra parte.

Questo non è un ricordo, è ancora impresso negli occhi di un vent'enne fresco di compleanno, che impugna un ferro che ruba le altrui vite e che pare meriti un posto nel cassetto di ogni statunitense.
Il ferro dell'odio se ne è prese nove.
Lo ha fatto violando lo sfondo pacifico della vita famigliare.
Ieri in una scuola, oggi in una chiesa. E non importa che tu creda in qualcosa oppure no; svuotare un caricatore dentro una chiesa dimostra il desiderio spietato di far riecheggiare il tuo odio.

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