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giovedì 11 giugno 2015

La ‘Buona scuola’ è incostituzionale: gli insegnanti bloccano gli scrutini

Ancora proteste dal mondo della Scuola e blocco degli scrutini i molti Istituti. Docenti, studenti, genitori e perfino alcuni politici continuano a chiedere il ritiro del DDL “La buona scuola” che presenta chiari e netti profili di incostituzionalità. L ‘ ostinazione del governo fa pensare che un Parlamento già dichiarato “incostituzionale” non sia in grado di cogliere fino in fondo il gesto autoritario che vuole stravolgere la Scuola Italiana. Il DDL sulla scuola tenta di stravolgere quei principi costituzionali che sono stati suggellati dai Padri Costituenti per garantire la vita della Repubblica Italiana dopo la monarchia.
Riassumendo i punti che appaiono incostituzionali nel DDL si nota subito una chiara divergenza: con l’Art. 3 (secondo comma) della Costituzione che recita “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”; con l’Art. 97 “ I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon funzionamento e l’imparzialità dell’amministrazione” ; con l’art. 76 “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”, un articolo che ridimensiona in maniera rigorosa la delega al governo nella sua funzione legislativa .

Il DDL rimuove, dunque, l’osservanza del dettato costituzionale introducendo una scuola pubblica che va a somigliare alla scuola privata, concede ai dirigenti un soverchiante potere decisionale di assumere e licenziare i docenti, limita l’offerta formativa agli studenti ( si diminuisce perfino del 30% anche l’orario scolastico nelle scuole serali e carcerarie) , si arroga il diritto di esprimersi con deleghe in bianco e annulla il Contratto Nazionale dei docenti, si accinge a scegliere (e quindi introdurre nella scuola) ideologie, comportamenti, orari di lavoro, numeri e indirizzi professionali privando della libertà di espressione sia i docenti che gli studenti. Il capolavoro più incisivo e più negativo della futura scuola è espresso, chiaramente, nel fatto che viene del tutto ignorato il cuore stesso in fatto di Istruzione in un Paese che vuole dirsi democratico e cioè: l’Art. 33 della Costituzione: l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

A questo punto bisogna chiedersi a chi giova questa riforma che cambierebbe totalmente la vita e il futuro dell’Italia perché cambierebbe la vita e il futuro dei nostri giovani. Giova sicuramente al governo attuale che intende “saltare” il problema di una condanna per l’illegittimità del mancato rinnovo dei contratti di lavoro congelati da anni (per il quale si pronuncerà la Consulta il 23 Giugno) e che potrebbe costringerlo a trovare 35 miliardi sottratti anche ai docenti. Giova ai “mandanti” del DDL che sono i veri padroni dell’Italia e del governo, Confindustria, TREELLLE, Comunione e Liberazione e altre simili associazioni che “sfruttano l’Italia” mantenendola in stato di soggezione economica e politica manovrando i manovratori, ma a loro volta manovrate dai grossi interessi finanziari internazionali (i veri attori della crisi economica). Il DDL riduce e ridimensiona tutta la Scuola Pubblica, asservendola ai finanziamenti esterni che avranno diritto di pilotarla, e mettendo in gioco altre risorse per le scuole private dove andranno i figli dei poteri elitari, mentre gli altri giovani saranno abbandonati al loro destino di mediocrità. A questo scopo sono dirette anche le prove INVALSI, che non danno ai docenti nessuno strumento per arginare l’abbandono scolastico degli studenti umiliati da risultati irraggiungibili dalla massa dei cervelli, sempre meno nutriti e accuditi da uno sparuto e spaurito gruppo di insegnanti pagati sempre di meno, con meno vocazione all’insegnamento e soggetti ad accontentare sia il Preside che quegli studenti che fanno i bulletti. Poche scuole per i ricchi e scuole mediocri con docenti sfruttati e sotto ricatto, è questo che è stato deciso per l’Italia, un modello di scuola che va avanti già negli Stati Uniti da almeno vent’anni e che è già fallito nel dare istruzione a tutti, ma che non fallisce, però, nel creare “servitù” che non si ribella ed è pagata per andare a fare la guerra agli altri Paesi del mondo senza capire e senza chiedersi nemmeno il perché. La scuola pubblica rappresenta l’ultimo baluardo che produce studenti e futuri italiani “diversi” per estrazione culturale e ideologica e politica. La scuola pubblica rappresenta tutte le varietà della società italiana e immigrata e, nonostante le migliaia di soprusi che le sono stati inflitti, ancora sopravvive e sarebbe anche in ottima salute, se da anni non si tentasse di abbatterla con riforme assurde e denigratorie che hanno limitato la sua vera autonomia: quella di dare a tutti pari opportunità di istruzione e pari dignità di cittadini.

Carmela Blandini- AZIONE CIVILE- Area Tematica Scuola

1 commenti:

  1. Sono Carmela Blandini, vi seguo da tanto e ringrazio per la pubblicazione...

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