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sabato 6 giugno 2015

Ieri: buttanissima Sicilia... Oggi..buttanissima Capitale

Avere scelto per Buttafuoco come titolo “Buttanissima Sicilia” rende benissimo il concetto di una Sicilia bistrattata, sedotta e abbandonata. E con lei i siciliani. Ma il problema, credo, sia chi l’ha sedotta? Chi l’ha abbandonata? Facile e comodo pensare ad un Padre Stato che incapace di educare e correggere si limita alla concessione di uno Statuto Speciale, perché la figlia regione riottosa ed incapace di sottostare alle regole minime di convivenza vada a vivere da sola. Certo non appena lasciata sola non si è fatta mancare niente: corteggiatori abili e maneggioni e qualche volta in veste talare.
Tutti pronti a renderla bella e desiderabile, possederla per qualche notte e poi abbandonarla. E lei civetta con tutti. Ma sono così i siciliani? Strano, perché appena giunti nel continente si impegnano, lavorano, producono e di solito scavalcano gerarchie e ruoli chiave senza l’uso del metodo mafioso o comunque violento. Solo con le proprie specificità: adattabilità ed intelligenza. Quindi chi li corrompe è la terra siciliana, arsa e ricca di anfratti ove nascondersi e tendere il proprio agguato alla vita. Una terra che ha visto crescere intere generazioni all’ombra di un familismo amorale che è diventato il peso insopprimibile per una qualunque ipotesi di crescita, di sviluppo. E come in ogni società di cannibali, ogni occasione, idea, risorsa che venga elaborata e posta a disposizione del cambiamento ecco che subito si trova un membro del clan avversario pronto a cannibalizzare chiunque pensi di utilizzare l’occasione. Ecco che un terremoto ,per esempio, si presta a tangenti, ruberie, assunzioni temporanee al genio civile per catalogare i danni che si trasformano in posto fisso a carico della buttanissima Regione. In molti casi, dentro uffici tecnici comunali compiacenti. E quando i posti si esauriscono si usa l’Assemblea per legiferare disposizioni che utilizzano i geometri restati fuori negli uffici di collocamento. Poi, magari qualche collocatore rimasto in obbligo aiuterà ad aggiustare una graduatoria per i forestali che lievitano di anno in anno. Ma d’altronde che colpa ha il geometra? Quindi visto che non ha colpa, ma neanche meriti lo si riutilizza per precarizzare, con la compiacenza di disposizioni legislative ad hoc, non dei lavoratori siciliani ma l’idea stessa del lavoro pubblico in Sicilia. Dove quei pochi concorsi espletati vengono regolarmente vinti dall’esponente del familismo amorale che si guarda bene dal pubblicizzare l’evento e sempre con disposizioni ad hoc favorisce delle professionalità al limite del paradosso che circoscrivono la platea dei candidati, regolarmente individuati con il conseguimento di titoli kafkiani. Qualche volta i titoli non bastano e si ricorre alla commissione d’esami, e qui e tutto un sistema di pesi e contrappesi che se mi obbliga a far passare il tuo candidato qui, obbliga te a far passare il mio candidato là. Alla fine arriva Crocetta, ed arriva il cambiamento. O sta arrivando. O, comunque arriverà. Sicuramente passerà anche lui. Ma la Santa famiglia amorale dei regionali starà sempre li.
E nella Grande capitale? Nella città culla di civiltà, sede della Cristianità? Ora scopriamo che comandano i “neofascisti” ? Ma smettiamola, sono sempre loro: gente che col sorriso ipocrita raccoglie consensi elettorali e con le chiacchiere riempie salotti televisivi con fregnacce ed allusioni tese a cercare colpe nei predecessori e ad ammannire quanti ormai sopiti da decenni di immobilismo credono ancora nel calcio, la politica e le buttanissime promesse.


Carlo Mocera

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