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venerdì 19 giugno 2015

I social media come raccordo tra informazione e comunicazione

Qual è il rapporto tra informazione, comunicazione e social media? Scopriamolo insieme. Ipotizziamo di avere a che fare con una notizia, ad esempio lo scudetto e coppa italia della juve. Sono sicuro che chiunque, a casa, con gli amici o con i colleghi, ha scambiato qualche commento. Ma in che modo abbiamo fatto questi commenti? Al telefono, al bar con una birra in mano, mandando un messaggio al nostro amico lontano tifoso della squadra perdente per sfotterlo o molto più probabilmente su Facebook o Twitter.


Facciamo un passo indietro.

Pensiamo al modo in cui siamo soliti gestire la comunicazione diretta con un’altra persona, ossia la comunicazione 1 a 1: abbiamo a disposizione diversi strumenti, ad esempio SMS, MMS, e-mail, servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp, telefono o videochiamate. Tutti questi strumenti ci permettono di comunicare direttamente con una persona ma non sono funzionali per diffondere su larga scala una comunicazione di qualche tipo.

Pensiamo ora ai mezzi di comunicazione tradizionale attraverso i quali solitamente apprendiamo notizie e informazioni: radio, TV o giornali (anche internet). Questi sono strumenti eccellenti per le comunicazioni su vasta scala ma non consentono l’interazione diretta con l’editore.

Date queste due premesse proviamo a pensare ad un mezzo che ci consenta di essere “editori” (quindi pubblicare qualsiasi contenuto come un testo, una notizia, una foto o un video) ma al contempo di interagire con altri utenti creando una discussione 1 a 1 ma anche 1 a molti: ed ecco i social media.

I social media sono il punto di incontro tra il mondo dell’informazione e quello della comunicazione in senso stretto; probabilmente però non sono nati con lo scopo di generare discussione su tematiche comuni, ad esempio una notizia di attualità, ma piuttosto per mantenere vivi rapporti personali persi nel tempo o logorati dalle distanze: per creare e mantenere insomma dei rapporti, o delle reti sociali.

Nel tempo i social media hanno spostato la loro attenzione dalla persona a ciò che succede intorno alla persona stessa: ne è emblematico il cambio di frase di apertura di Twitter, che quando è nato chiedeva agli utenti “what are you doing?” (ossia cosa stai facendo?) e ora, nello spazio in cui l’utente andrà a comporre il tweet, chiede “what’s happening?” (ossia “che c’è di nuovo?”).

È quindi chiaro che, seppur l’attività editoriale-massmediatica (intesa come possibilità di comunicare contenuti e informazioni e diffondere tutto su larga scala) non sia il punto centrale dei social media, ne è diventata una caratteristica sempre più importante, che permette agli utenti di cercare, trovare e pubblicare notizie direttamente su Facebook, Twitter, Google+ o qualsiasi altro mezzo con le stesse funzionalità.

Naturalmente tutto ciò presenta anche molti effetti collaterali come la possibile scarsa attendibilità delle notizie , la diffusione di bufale e idiozie, occorre dunque molta attenzione a non cadere in trappola a Personaggi dubbi o a siti ciarlatani, ridicoli e complottisti.

Possiamo sintetizzare tracciando questa equazione che, seppur semplicistica, ci aiuta a comprendere quanto detto finora: Social Media= Informazione + Relazioni Sociali.

Il fatto che molti giornali, riviste e molti politici siano dotati di un profilo ufficiale sui social media è la testimonianza di tutto ciò:

FREE ITALIA è fautore di un nuovo tipo di informazione , un informazione  partecipativa che si basa sul tentare di far riflettere i lettori. Un’informazione perlopiù libera , indipendente e responsabile che si speri possa rappresentare un serio punto di svolta e di rottura con la routine massmediatica e le persone ora abbiano nei nostri social media una fonte primaria di informazione.


È più che probabile che molti di coloro che non hanno avuto la possibilità di guardare la finale abbiano appreso della vittoria della juve in diretta, su Facebook o su Twitter.

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