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lunedì 1 giugno 2015

Elezioni regionali: Astensionsimo altissimo, male il pd, fermo m5s, Lega vola

Altissimo, più di tutte le altre elezioni regionali, l'astensionismo. In media ha votato il 52% degli elettori, praticamente solo uno su due.
Il grande sconfitto è Renzi, senza alcun dubbio. Il quasi 41% delle europee è svaporato fino all'inverosimile, tornando a livelli bersaniani (poco più del 23%); il peggio che potesse capitare a uno che aveva fatto della rottamazione vincente il suo cavallo di battaglia.

I dati sono ovviamente molto disomogenei,  il Pd mantiene appena il 23,7%; secondo si piazza il M5s con il 18%  bene ma non sfonda), il vero vincitore è la Lega di Salvini al 12,5% (comunque meno del 15% attribuitole dai sondaggi), mentre Forza italia si mantiene pe un soffio in doppia cifra, al 10,7%.

PD conserva il governo della Puglia, delle Marche, della Toscana e strappa la Campania al centrodestra che invece si prende la Liguria e si conferma nel Veneto. Pathos invece in Umbria, Ma alla fine l'Umbria è rimasta al centrosinistra.

Il quadro risulta però più chiaro disaggregando i risultati a livello regionale. In Veneto Zaia "doppia" la renzianissima Moretti, e la dimensione della sconfitta sta a significare che le controfigure del premier funzionano solo nei talk show, non quando si tratta di convincere davvero.

La vittoria in Campania è più zoppa che vera. De Luca infatti vince con un piccolo margine, ma non potrà governare; a meno che non si metta mano alla legge Severino. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5s) con il 17 per cento.

L'Umbria è stata conservata solo per il rotto della cuffia, mentre in Toscana e Puglia i candidati del Pd più lontani da Renzi non hanno vuto problemi nel sopravanzare gli avversari.

Ma era la Liguria il termometro politico di queste elezioni. E qui la renziana Paita, che aveva vinto per un soffio le primarie contro Cofferati soltanto grazie ad evidenti e denunciati brogli, ha perso in modo clamoroso contro il giornalista Giovanni Toti, promosso a "consigliere" di un Berlusconi più che tramontato, alla guida di una coalizione di centrodestra l'unica regione dove questa è stata possibile). Il segnale fortissimo è però nella percentuale raccolta dalla Paita: appena il 28% in una regione dove il Pd superava agevolmente il 40.  Buono ma non ottimo il risultato di Alice Salvatore, Movimento 5 Stelle,  al 24 per cento.

In Toscana il governatore uscente Enrico Rossi, piddino avverso al premier, hainvece mantenuto le posizioni, superando il 48% (qui si votava con un sistema diverso, che impone di superare la soglia del 40% per proclamare il vincitore al primo turno). Ma pesa, in negativo, il risultato del leghista Claudio Borghi, avvicinatosi al 20%.

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