BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

venerdì 26 giugno 2015

Come si usa la visura catastale per il pagamento ritardato di IMU e TASI

La visura catastale è un documento in cui sono riportati i dati di un immobile intestato a una persona, fisica o giuridica. Può essere usato per diversi scopi, fra cui l’elaborazione di calcoli a fini fiscali.

IMU e TASI
In questo periodo, la visura catastale può essere utile perché riporta la rendita dell’immobile, da cui si ricava l’ammontare dovuto dai contribuenti per IMU e TASI, le tasse sul possesso e i servizi indivisibili legati a una proprietà.

Scadenze
Per la prima metà del 2015 la scadenza per il pagamento di queste due tasse è stata fissata al 16 giugno. Chi, però, non è riuscito a regolarsi per tempo, potrà farlo secondo altri termini, con un lieve sovrapprezzo.

Ravvedimenti
Ravvedimento “sprint”: viene così definito il pagamento entro quattordici giorni dal termine, quindi entro il 30 giugno 2015. All’importo stabilito deve essere aggiunto lo 0,2% della tassa per ciascun giorno di ritardo, quindi 0,02 euro ogni dieci, oltre agli interessi legali accumulati fino al momento del saldo. In questo momento il tasso è dello 0,5% annuo, quindi 0,013 euro/giorno ogni dieci euro che bisogna dare. In realtà, gli interessi non si pagano finché non si raggiungono i 0,05 euro, visto che l’entità del dovuto si considera arrotondato all’euro.
Esempio: se una persona deve pagare 300 euro e non l’ha fatto entro il 16 giugno, con il ravvedimento “sprint” può pagare entro fine mese con l’aggiunta di circa 6 euro.

Ravvedimento operoso: si tratta del pagamento fatto quando si presenta la dichiarazione sull’anno in cui il versamento non è stato fatto, quindi entro la fine di giugno 2016. Esiste comunque la possibilità di regolarsi entro il 15 luglio, ma se ciò non accadesse, si passa al ravvedimento lungo. Oltre all’importo dovuto, è aggiunto un 3,75% d’interessi legali.

Istruzioni per il pagamento
Usando il modello F24, bisogna compilare la casella con il codice dell’imposta pagata in ritardo, scrivendo la somma da pagare, che si ottiene aggiungendo a quella originaria sanzioni e interessi, se previsti. A seguire, si segnano le caselle “acconto” e “ravv” che indica proprio che l’importo è stato versato in seguito al calcolo del ravvedimento operoso.

0 commenti:

Posta un commento