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mercoledì 6 maggio 2015

Un nuovo "botto" finanziario s'avvicina

FREE-ITALIA non è mai larga di complimenti con la stampa mainstream, ma Enrico Marro, de IlSole24Ore, li merita per la sua eccellente analisi circa le bolle finanziarie a rischio.
Viene infatti illustrato il meccanismo che ha consentito a Wall Street di restare sui livelli massimi degli ultimi anni, anzi di salire ancora un po', anche dopo la chiusura del lungo periodo di quantitative easing da parte delle Fderal Reserve, la banca centrale Usa. Un giochino semplice, in fondo, consistente nel riacquisto – e successiva eliminazione – di azioni parte delle stesse aziende che le hanno emesse.



Un giochino che crea scarsità di azioni, ne fa levitare il prezzo e garantisce quindi “premi di produzione” da favola per i consigli di amministrazione.

Il problema sistemico è che si tratta di un giochino costoso: le aziende che lo praticano devono spendere cifre rilevanti, a volte addirittura indebitandosi, per non produrre assolutamente nulla. Solo un effetto prezzo necessariamente temporaneo.

Giustamente Marro, appoggiandosi sull'analisi di Roberto Fugnoli di Kairos, sottolinea come chi fa questo giochino di fatto stia confssando di non aver più molto da vendere sul mercato (e consideriamo che si sta parlando di leader assoluti del mercato mondiale come Apple!). Ed anche il fatto che prima o poi, ma senza alcun dubbio, questio gioco finirà travolgendo sia le aziende coinvolte che tutti quanti vivono di mercato. Compresi i lavoratori dipendenti, le popolazioni nel loro complesso, ecc.

Naturalmente, questo è un segnale inequivocabile di crisi sistemica – vuole dire pressappoco “decisiva”, se non definitiva – del capitalismo attuale. Perché il profitto si trae con sempre minore margine dalle attività produttive e sempre di più viene sostituito con i "rendimenti" garantiti dall'ingegneria finanziaria più sofisticata. Purtroppo, le prime ha senso “fisico” (indipendentemente dalla fisicità delle singole merci), mentre la seconda è matematica pura. Che, com'è noto, “non si mangia” (non si guida, non si indossa, ecc), quindi è altamente "volatile". Un soufflé.

Cosa dobbiamo dunque attenderci? Non certo “la ripresa” (sta per chiudersi l'ottavo anno di crisi e sta per iniziare il nono; ogni trimestre rinviano “la luce in fondo al tunnel” alla fine dell'anno in corso....). Ma il “botto”. E più gonfiano la bolla, più sarà grande.

Non è l'unica anomalia che sta salendo dalle viscere dei mercati globali (basta guardare la “dissociazione” del Fmi dal resto della Troika sulla vicenda greca), ma possiede molte delle caratteristiche tipiche dei “casus belli”. Proprio come lo “schema Ponzi” del 1929 o i mutui subprime del 2007.

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