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martedì 5 maggio 2015

Tirana: centro di innovazione per tutta Europa

Molte aziende italiane, a quanto pare, usano spostare i propri centri di customer service lì, dove i costi sono più bassi e i dipendenti parlano correntemente l’italiano.

L’Albania è un paese che negli ultimi dieci anni ha avuto una crescita enorme. Da Paese distrutto da uno dei regimi dittatoriali più totalitari dell’era contemporanea, sta diventando ora una meta di ritorno per i molti emigranti che erano fuggiti in cerca di fortuna in altre nazioni europee.

Se prima il flusso partiva dall’Albania e arrivava in Italia, Francia e Stati Uniti, ora il percorso è inverso. La crisi europea ha portato molte persone che erano emigrate negli anni 90 a tornare indietro nel proprio Paese per cercare di ricostruire qualcosa lì, portandosi dietro il bagaglio di conoscenze acquisito altrove.
Per facilitare questo processo, il governo albanese aveva approvato nel 2009 un piano per promuovere l’innovazione, la tecnologia e la ricerca nel Paese. I due obiettivi principali erano triplicare la spesa per Ricerca e Sviluppo e bloccare la fuga dei cervelli, rendendo di nuovo attrattiva l’Albania.

Negli ultimi anni, infatti, si è verificato anche un altro fenomeno: i ragazzi che sono andati a studiare all’estero, nelle università europee e statunitensi sempre più spesso decidono di tornare nella propria città di origine per portare queste conoscenze indietro nel proprio Paese, approfittando dei cambiamenti in corso e della rinascita economica.
Molti albanesi emigrati per fare impresa all’estero, stanno seguendo lo stesso percorso inverso, portandosi come bagaglio i contatti e l’esperienza maturata. In Italia ad esempio sono 30 mila le aziende fondate e gestite da imprenditori albanesi.

Un albanese medio, inoltre, sa parlare bene almeno tre lingue: albanese, italiano e inglese. Le ultime due grazie alla Rai e ai film non doppiati. Alcuni aggiungono a queste, il francese, lo spagnolo e il tedesco.
Per questo motivo, molte aziende hanno deciso di spostare le operation dei propri call center lì, approfittando di questa dote quasi innata del plurilinguismo e del basso costo degli stipendi. Ma potrebbe diventare una capacità che permette alle imprese di aggredire nuovi mercati, altrimenti inaccessibili, una risorsa preziosa per l’internazionalizzazione.

I paesi circostanti, in particolare il Kosovo, hanno già iniziato ad investire in innovazione e tecnologia, aprendo incubatori dedicati alle startup e alle aziende innovative del territorio. Anche Tirana ha capito che supportare le imprese innovative può essere un modo per far crescere più velocemente il paese e vuole aprire un fondo per le startup. Nel frattempo, com’è tipico del settore tecnologico, i ragazzi si sono già mobilitati, sperimentando sul campo nuove attività imprenditoriali e portando nel Paese diversi eventi internazionali del mondo dell’innovazione. Il Balkan Venture Forum, una delle più importanti conferenze europee sul mondo dei venture capital, è stata ospitata proprio a Tirana nel 2013. Ogni anno, inoltre, si tengono eventi come Startup Weekend, Startup Grind e Startup Live, che permettono agli innovatori del territorio di trovarsi, conoscersi e creare nuovi progetti.

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