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sabato 2 maggio 2015

Riflessioni e domande sulla guerriglia dell'Expo

La prima giornata dell'Expo si è conclusa con la devastazione della città da parte dei cosiddetti "black bloc", FREE-ITALIA nel condannare fermamente ogni violenza fa delle riflessioni.



Essi distruggono le prime vetrine dei negozi che vedono e bruciano automobili a caso, Di conseguenza il sistema, che non è un'astratto "capitalismo" o la proprietà privata, ovviamente ne trae vantaggio, tutti i cittadini pagano i danni economici che ha subito la città, e quei lavoratori a cui sono state rovinate le attività o distrutte le automobili si faranno un bel mazzo per riprendersi economicamente e magari pure psicologicamente.

A proposito, bisogna ricordare che le azioni fatte dagli individui di questo "gruppo", che quasi sempre composto da gentaglia e che purtroppo incanalano la rabbia giovanile di un paese allo sbando totale e privo di futuro.


Provate a dire ad un giovane che quella mostra, l’Expo, sarà una virata verso il bel tempo, che l’economia si risolleverà: si metterà a ridere, perché sa benissimo che la deindustrializzazione dell’Italia molti anni fa.

Provate a dire ad un giovane che studiare serve a poco. Lui sa benissimo il perché: poiché, pur bravo diventi, sarà sbeffeggiato dal raccomandato lecca culo di turno..che gli passerà davanti senza nemmeno guardarlo, mentre s’accomoda in un posto dove non dovrà fare nulla, solo obbedire ai comandi dall’alto. E guadagnare.

Provate a dire ad un giovane, a ribadirgli, che almeno si è trattato di lavoro per tanta gente, e lui vi ribadirà la lista delle tangenti, degli accordi succosi, dei favori, dei nepotismi che hanno ammantato la vicenda.

Provate a dire ad un giovane che il Job Act sarà la chiave di volta per definire i suoi diritti e doveri in un quadro oppressivo e schiavistico.

Provate a dire ad un giovane che, quando sarà meno giovane, lo stato si prenderà cura di lui: dopo tanto lavoro mal pagato avrà diritto ad una pensione. Non saprà se scoppiare a ridere o piangere, perché sa benissimo che – con l’avanzare del tempo – la pensione la prenderanno soltanto più i politici ed i corrotti.

Provate a dire ad un giovane che i SUV che osserva in strada, le vetrine milionarie, i ricevimenti alla Scala, i tappeti rossi, i Festival...sono il giusto corrispettivo per chi, come capitano d’industria, ha fatto la fortuna sua e delle persone che hanno lavorato per lui. Vi risponderà che i SUV, le vetrine milionarie...e tutto il resto sono i proventi dei furti e tangenti e delle ruberie. Capitani d’industria?..possiamo chiamare così chi s’arricchisce pagando la gente 700 euro il mese quasi senza contribuzione...per fare cosa? Per seppellire rifiuti nei campi? Per costruire ponti che crollano il giorno dopo?

da Mattarella a Renzi, da Maroni a Pisapia...ma...vi stupite tanto che qualche centinaio di giovani dica basta a tutto questo in modo violento? Se lo dice nel modo corretto manco lo state a sentire. Se non dice nulla meglio ancora. Se lo dice, per lui, qualcuno in Parlamento lo zittite e lo deridete.

Ci sono poi due domande senza risposta.

Prima domanda. Erano poche centinaia di violenti in un corteo di decine di migliaia di persone arrivate a Milano per manifestare pacificamente, vero. Tuttavia, gli incappucciati che hanno rotto vetrine e incendiato automobili per un paio d'ore si sono presi tutto lo spazio mediatico possibile. Domani si parlerà di lavoro gratis, di precariato, di ogm, di tangenti e appalti secondo voi? Peggio: No Expo nell'opinione pubblica è diventato sinonimo di imbecille e violento, magari con la faccia del ragazzino che di fronte alla telecamera ha candidamente ammesso che «è giusto così, c'è protesta, si fa bordello». Qualcuno, sui social network, già tira in ballo gli agenti provocatori e i soliti, triti, cui prodest. Chi è causa del suo male, - meglio: del suo velleitarismo - non può che piangere se stesso, però.  Perché ogni volta, dietro a ogni condanna delle violenze, c'è sempre quel “ma” di troppo, volto a distribuire responsabilità a media, istituzioni, multinazionali, nel malcelato tentativo di dirigere il dibattito altrove, quando invece basterebbe chinare il capo e ammettere che sì, anche questa volta i black bloc hanno rovinato tutto - come a Genova, come ovunque - e sì, dovrebbero essere loro il primo nemico che chi protesta dovrebbe combattere? Perché tanto timore e tanti distinguo - «cosa sono quattro macchine, contro la violenza delle multinazionali«, è la risposta tipo che si legge sui social network - nel marcare le distanze?

Seconda domanda. Il bilancio dice 11 poliziotti feriti, una filiale di banca distrutta, decine di vetrine divelte, numerose automobili bruciate e ribaltate. Il tutto, nel contesto di un corteo il cui percorso è stato deciso da mesi - decisione opinabile, peraltro, vero prefetto, vero questore, vero Sindaco? Un corteo, peraltro, in cui non era difficile prevedere disordini, vista la folgorante idea di inaugurare l'esposizione universale il giorno della festa dei lavoratori (o, alternativamente, di autorizzare un corteo così a rischio nonostante fosse il giorno dell’inaugurazione di Expo). Di fronte a tutto questo, come valutare un ministro dell'Interno come Angelino Alfano, che candidamente dichiara che «è stato evitato il peggio»? Oddio, sì, non ci sono stati scontri corpo a corpo tra polizia e manifestanti e la gestione dei medesimi da parte dei poliziotti è stata encomiabile per lucidità, rispetto, per dire, a Genova. Tremiamo tuttavia all'idea di cosa intenda Alfano quando pensa al peggio. O anche, all'idea che sia lui a dover tutelare l'Esposizione Universale milanese dal rischio attentati. Matteo Renzi, nel suo discorso all'inaugurazione ufficiale di Expo, ha detto che «oggi inizia l'Italia di domani».


Poi, finita la pacchia, si ritorna alla solita routine: i poteri forti continuano ad essere più forti ed intanto delle soluzioni alle "falle del sistema" ci si dimentica di parlarne.

1 commenti:

  1. Il potere non tollera opposizioni pacifiche , le minsccia e ha paura soltanto di chi lo combatte veramente. Solo quando la legge si trasformera' in potere pacifico saro ' pacifico , poiche solo allora ci sara' vera democrazia.

    GATTO ROSSO

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