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martedì 12 maggio 2015

Nasce il fascio-leghismo

Il fascio-leghismo è nato finalmente, supportato dai media che mandano in tv Matteo Salvini ad ogni ora del giorno e della notte.  l'arma usata è rimbambire gli italiani di talk show dove l'unica alternativa deve essere per forza tra i due Matteo.



Il leader leghista immortalato più volte mentre intonava cori da osteria contro romani e meridionali non ha però un compito facile: diventare popolare in quella parte – maggioritaria – d'Italia su cui ha riversato tonnellate di odio razzista.

Come fare?  con i fascisti naturalmente! Quelli giovani, “del terzo millennio”, mica i tardivamente ripuliti che ha lasciato in giro l'esplosione del Msi dopo la “svolta di Fiuggi”.

È così che è nato il “patto del Brancaccio”, l'arruolamento in forze di Casapound nelle fila di “Noi con Salvini”, che fin qui, a Roma, aveva rimediato soltanto l'appoggio di Marco Pomarici. consigliere comunale eletto in quota all'Ncd, ex presidente dell’Assemblea Capitolina, un passato da signore delle tessere in Forza Italia, poi alla corte ristretta di Angelino Alfano, infine folgorato – per ora – dal leghista in felpa nera. Un po' poco, come base sociale...

L'iniziativa al Teatro Brancaccio – a due passi dal covo di via Napoleone III, graziosamente regalato ai neofasci da Veltroni quando purtroppo è stato sindaco della capitale - è stata comunque un ripiego, quasi un'ammissione di estranetà a Roma e alla sua composizione sociale. Si sono infatti chiusi là dentro, il leghista e i mazzieri passatisti, dopo che la questura l'aveva sconsigliato di presentarsi – come progettato – sia a Garbatella (che ringrazia di cuore Claudio Amendola e altri protagonisti di un video di “buona accoglienza”) che a Primavalle (dove avrebbe voluto visitare «una clinica occupata da migranti e una scuola occupata da nomadi»). Per la grande presenza di fotografi l'ordine era stato tassativo: niente soliti saluti romani, niente slogan fasci. Al massimo qualche maglietta, una inneggiante alla Decima Mas e qualche riferimento ai “due marò”, tanto per non sparire del tutto.

Li si può capire, i funzionari di polizia. Perché impiegare tutte quelle truppe a protezione di uno che evidentemente non sta simpatico neanche a loro?

Gli obiettivi sono scontati e niente affatto "rivoluzionari": “portare Salvini al ballottagio con Renzi”, nella speranza di allungare le mani su qualche rubinetto di fondi pubblici da usare privatamente. In fondo, da quelle parti, hanno l'anima aperta al “terzo settore”. Carminati docet...

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