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domenica 17 maggio 2015

L’invasione dei migranti è una bufala elettorale

Una cosa va detta subito: il numero di persone sbarcate lo scorso anno non ha precedenti. Anche tornando indietro di due decenni, secondo i dati della Fondazione Ismu, il picco resta quello del 2011 quando se ne contarono circa 60mila. Nel 2014 sono stati 170mila – quasi tre volte tanto.


Ma nessuno sceglierebbe un modo di viaggiare così pericoloso se non fosse davvero l’ultima speranza. E in effetti molte di queste persone provenivano – e provengono – da stati che non possono più definirsi tali: dove anche la possibilità di annegare in mare spaventa meno che restare.

Quando ci sono le condizioni, secondo quanto prevedono, le convenzioni internazionali, è possibile chiedere asilo. Diversi lo fanno, e infatti il flusso di richieste sale e scende insieme agli sbarchi. È per questo che anche il numero di richiedenti nel 2014 ha raggiunto un livello elevato, il maggiore registrato dal 1997.

Nonostante la sua posizione al centro del Mediterraneo l’Italia non è certo l’unico paese europeo a ricevere richieste di asilo, anzi. Secondo Eurostat, nel 2014 alla Germania sono arrivate 173mila nuove domande, circa il doppio che in Svezia e il triplo che in Italia.

Negli ultimi anni, in generale, questo tipo di richieste è aumentato parecchio in tutta Europa, e l’Italia non fa eccezione. Anche tornando indietro fino al 2008, però, il nostro paese non è mai stato quello che ne ha ricevute di più: a volte è toccato a Regno Unito e Svezia, più spesso a Francia e Germania.

Ecco che allora ci si rende conto che l’immigrazione è strumentalizzata come spot elettorale soprattutto da partiti di destra o populisti. Chi segue tali partiti non si rende conto di quanto sia complesso il processo dell’integrazione e soprattutto non si rende conto che il fenomeno dell’immigrazione investe non solo l’Italia ma anche il resto dell’Europa e del mondo.

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