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lunedì 4 maggio 2015

La scuola scende in piazza contro il Renzismo

Sembra che lo sciopero del mondo della scuola di martedi 5 maggio contro il decreto del governo Renzi sulla pubblica istruzione sia forse il più massiccio dal 2008. Alcune resteranno addirittura chiuse per l'adesione del personale docente e non docente. Sono previste sette manifestazioni centrali delle manifestazioni di protesta contro il ddl di riforma della scuola: Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma.  A dimostrazione che l'aria che tira nelle scuole non sia salubre per il premier Renzi e il suo codazzo di tecnocrati e aziendalisti. 


Al centro della protesta la riforma Renzi-Giannini che concentra tutti i poteri dell'autonomia scolastica sul dirigente, svuota lo spirito di collegialità e di condivisione sui cui è stato sinora fondato il sistema scolastico pubblico, e introduce il divieto di stipulare contratti per più di 36 mesi con il rischio di espulsione in massa dei precari. Sui precari, i sindacati chiedono lo stralcio delle assunzioni dal Ddl, così da poter procedere con un decreto immediatamente esecutivo all'immissione in ruolo.

Sono sei le città, le piazze scelte dal ''popolo della scuola reale'' per la protesta. A Roma è previsto un corteo da Piazza della Repubblica, dove i manifestanti si riuniranno alle 9.00 per raggiungere, intorno allle 11.00 Piazza del Popolo dove si terrà il comizio.
Le manganellate di ieri anche contro gli insegnanti che volevano contestare il premier a Bologna indicano una tensione crescente nei rapporti tra Renzi e il mondo della scuola.

Intanto, in vista dello sciopero, l'Invalsi ha deciso lo slittamento delle prove già fissate per il 5 e 6 maggio 2015 rispettivamente al 6, 7 e 12 maggio 2015.
Lo slittamento delle prove INVALSI per la scuola primaria dal 5 - 6 maggio al 6-7 è un atto unilaterale gravissimo da parte di un ente pubblico, sotto controllo diretto del MIUR e dunque del Governo, il cui scopo è quello di dare una prova di forza a dimostrazione di quello che è già la “nuova” scuola del Governo Renzi. Un atto paragonabile alla “serrata” da parte degli imprenditori nelle controversie di lavoro, ma mentre il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito dall'art.40 della Costituzione, la serrata no.


Restano confermate le date delle altre prove: 12 maggio 2015 (prova di Matematica, prova d' Italiano e Questionario studente per la classe TI secondaria di secondo grado) e 19 giugno 2015 (prova di Matematica e d'Italiano nell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione).
Per sostenere la protesta anche contro l’Invalsi, i Cobas hanno lanciato la proposta di una "cassa di resistenza", una sorta di colletta per rimborsare gli insegnanti che decideranno di incrociare le braccia non una sola volta, ma due. "Ci rendiamo ovviamente conto del peso economico di due giorni di sciopero- scrive il sindacato di base su Facebook- e per questo proponiamo di formare nelle scuole 'Casse di resistenza' che permettano di rimborsare coloro che, scioperando una seconda volta, bloccheranno gli indovinelli invalsiani".
Per quanto riguarda i quiz del 7 maggio, invece, visto che la legge impedisce tre giorni di sciopero consecutivi, i test "saranno in gran parte invalidati dalla non-effettuazione delle prove il giorno prima- spiegano i Cobas- e comunque suggeriremo tutte le modalita' di non-effettuazione, visto che ora il ministero e l'Invalsi, e anche gli altri sindacati che fino a ieri dicevano agli iscritti di effettuare i quiz, confermano indirettamente che le prove sono puramente facoltative".

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