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sabato 9 maggio 2015

FREE-ITALIA celebra la festa dell'Europa

Oggi ricorre la festa dell'Europa (chiamata anche "giorno europeo"), che ricorda il giorno in cui, nel 1950, Robert Schuman presentò il piano di cooperazione economica, la cosiddetta "Dichiarazione Schuman".
A Distanza di 65 anni FREE-ITALIA pone un profondo ragionamento sull'euro e l'Unione Europea un più generale , che tenga conto anche di questioni di carattere più specificamente politico e sociale.

Il problema non è tanto la moneta unica in sè , ma la cattiva gestione che ne è stata fatta e che non è coerente con l’idea originaria  della costruzione della stessa Unione e sia ormai scivolata verso politiche  antidemocratiche ed oligarchiche .

Infatti chi prende le decisioni veramente importanti sono i governi degli Stati membri  su proposta della Commissione Europea , la quale, a sua volta è sempre molto preoccupata di compiacere gli Stati membri, soprattutto quelli considerati più importanti; se i governi degli Stati membri sono espressione degli equilibri politici interni (ma non rappresentanti diretti del popolo), la Commissione  non ha nessun mandato popolare, ma è sostanzialmente designata dagli Stati (ancora loro);  il Parlamento ( l'unico organo eletto democraticamente nell' UE ) ha dei poteri di co-decisione con il Consiglio, ma sembra troppo spesso preoccupato di compiacere sia il Consiglio stesso, sia la proposta della Commissione.  In altre parole, i poteri a livello dell’UE sono molto squilibrati, per cui l’organo più forte, quello che ha l’ultima parola (il Consiglio) la spunta.

Il procedere senza se e senza ma verso la costruzione del super stato europeo , come vorrebbero i suoi sostenitori , in queste condizioni, sarebbe disastroso .

A parte chi ci guadagnerebbe da ciò , come le banche , le grandi imprese multinazionali e i politici devoti ad esse , il resto della popolazione continuerebbe ad essere sottoposto alle politiche di " lacrime e sangue " , imposte per volere del Consiglio e di quel mostro, non previsto dal Trattato, che è  la cosiddetta " troika " : Commisione Europea , BCE e Fondo Monetario Internazionale .

Anzi , la situazione sarà ancora più dura .

 Difatti  , per raggiungere il pareggio di bilancio introdotto  nella nostra Costituzione nel 2012 proprio per volere dell' UE , si dovranno attuare le " riforme necessarie " di cui tanto parlano i politici un giorno sì e l'altro pure , ovvero  politiche estremamente impopolari che porteranno a una fortissima diminuzione , se non al vero e proprio smantellamento , dello stato sociale insieme a una svendita a prezzi stracciati di ciò che rimane del patrimonio pubblico , e come conseguenza un graduale impoverimento di massa che interesserà sopratutto la classe media e quella lavoratrice , nonché i meno abbienti .

Come soluzione a questa situazione ci sono tante proposte : si va da chi sostiene che bisogna negoziare in ambito europeo e mettere in discussione il pareggio di bilancio e il recente " trattato sulla stabilità " ( fiscal compact ) , a chi richiede direttamente l'uscita dall'eurozona o dalla stessa UE .

L'ultima opzione , con i tempi che corrono , sembrerebbe la più plausibile, a condizione di valutare attentamente tutte le ricadute che l’uscita comporterebbe .

Infatti questa Europa unita , così com'è , appare irreformabile e più si va avanti più la situazione peggiora

Ormai essa è diventata un gigantesco " moloch " tecnocratico , del tutto funzionale agli interessi dei burocrati e dei lobbisti che la compongono e sostengono , ma assai disfunzionale per i popoli e gli individui che dovrebbe rappresentare .

Una soluzione possibile tra le tante potrebbe essere , non tanto tornare , sic et simpliciter , ai vecchi stati/nazione , ma semmai prevedere l’abbandono , prima che sia troppo tardi  ,di questo progetto ormai largamente impopolare  e porre le basi per un'altra Europa che vada al di là di questo modello che ci è stato propinato come l'unico possibile .

Difatti bisogna prendere atto del fallimento di questo modello e puntare al cambiamento in senso più democratico e meno liberistico.

Un cambiamento a 360 gradi che lasci alle spalle l'obsoleto sistema su cui si fonda l' Ue , incentrato sul dominio dell'economia e il cinismo tecnocratico  , e che serva da base per la creazione di un'altra Europa , fondata sull'autonomia e l'autodeterminazione di individui e comunità , dove non ci sia spazio per l'opprimente centralizzazione su cui è basata l'attuale UE .

Un'Europa diversa , basata sulla valorizzazione delle tante diversità ( a partire da quelle culturali ) che la compongono e non sull' omogeneizzazione di esse nel nome del profitto e degli standard burocratici , un' Europa basata sulla libertà e la solidarietà.

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