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giovedì 28 maggio 2015

CHE FATICA ESSERE POLITICI....di Carlo Mocera

CHE FATICA ESSERE POLITICI … QUANTI PENSIERI.
Ricapitolando: i politici degli ultimi decenni hanno pensato a fare leggi utili a progettare opere inutili. Poi hanno messo uomini delle loro corti dei miracoli negli enti che dovevano progettare,collaudare e manutenere le opere inutili.
Quindi hanno dovuto correggere decine di leggi che permettessero perizie su perizie di variante per decuplicare i costi. Una parte dei denari attraverso le imprese, i progettisti, gli uffici tecnici compiacenti è ritornata ai politici. I quali con quei denari hanno finanziato cene elettorali e convegni per la prossima rielezione.
Certo ci sono i politici che sono stati trombati alle elezioni. Che farne? Semplice sono stati nominati in posti di sottogoverno negli enti inutili. Ogni governo che si è insediato si è preoccupato subito di censire gli enti inutili. Ne ha annunciato lo smantellamento e quindi l’azzeramento dei loro C.d.A. Intanto hanno continuato ad esistere ed hanno fatto finta di amministrare la cosa pubblica gonfiando solo i loro conti.
Ma sono rimasti anche i parenti dei politici. Come aiutarli? Anche qui è semplice. Hanno organizzato enti di formazione che si sono mischiati ai pochi funzionanti ed hanno ricevuto i finanziamenti per occuparsi dei disoccupati. E che, loro non erano disoccupati? Quindi attraverso la formazione hanno sfornato migliaia di disoccupati con qualifiche inutili.
Un'altra piccola parte di politici d’abile oratoria si è occupata di scalare i sindacati per difendere gli occupati a cui chiedono il pizzo mensile, che con una legge degli amici, è diventata tesseramento volontario . Chiaramente i sindacati si sono occupati dei tesserati e si sono dimenticati dei disoccupati perché non hanno una busta sulla quale trattenere … la quota sindacale.
Non dimentichiamo i giornalisti che con una altra legge ad hoc, il finanziamento pubblico all’editoria, per anni si sono occupati di creare a spese nostre delle coscienze sempre più annebbiate che si convincevano di essere sfortunate. Ma che sarebbe venuto il loro momento e quindi hanno frequentato le segreterie per trovare il posto. Fino a quando i politici stanchi di palliarli si sono fatti un'altra legge che permetteva loro di essere eletti senza preferenze. Tranne poi frequentare salotti televisivi dove dichiarare il loro diritto di rappresentanza in quanto eletti. Ho dimenticato qualcuno? Me ne scuso.

Carlo Mocera

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