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martedì 19 maggio 2015

ANTONIO INGROIA...la mia personale idea.



Perchè scrivo di lui..perché è una persona che mi piace, perché ho tratto delle mie personalissime conclusioni che nascono dalla lettura di libri, articoli, una anche se pur minima conoscenza...

Antonio Ingroia...magistrato in prima linea, amato delfino di Falcone e Borsellino...che lascia la magistratura per dare vita ad un progetto politico...in un momento forse non giusto..una scelta che poteva essere paragonabile a quella di un altro magistrato Antonio Di Pietro...di cui si comprendeva in realtà una sua scelta di prendere dalla politica e non dare....

Antonio Ingroia  il cui impatto mediatico non è dei migliori, grazie anche a Crozza che lo ha presentato come indolente, assente mentre faceva una gran cortesia a Renzi, la cui imitazione così vivace, sbarazzina, un pò folle e presentando una persona che usciva dagli schemi....la gente ha votato Crozza.

Antonio Ingroia si divide tra coloro che lo amano e coloro che lo odiano...io provo rispetto ed ho cercato di capire le sue, per molti, discutibili scelte..

Iniziamo con l'inizio della sua carriera, un inizio in prima linea, in una città che malgrado la loro costante lotta contro un cancro, purtroppo mai debellato che poneva tutti i cittadini agli occhi del mondo in uno stato di degrado morale , riusciva ad essere loro contro..disturbati dalle scorte che li accompagnavano giorno e notte eppure rischiavano sopratutto per loro e  non per gloria personale non era certo una vita  così divertente nè per loro nè per le loro famiglie.

Altra mia deduzione tratta dai libri che ho letto...un dispiacere di cui penso se ne faccia un pò una colpa...il non avere conquistato la fiducia di Rita Atria...la quale non si fidava nemmeno di sè stessa ma solo di Borsellino...ma Rita non era in grado di andare oltre Borsellino nè ci fu il tempo per Borsellino di trasferire la stessa sicurezza anche nei confronti del giovane magistrato che l'accompagnava...Non è stato un fallimento ma solo mancanza di tempo...un tempo rubato dalla mafia..

Poi..il maxi processo 10 febbraio 1986....un lavoro enorme, giorno e notte...collegamenti, intercettazioni....Il processo va avanti per due anni circa e il 16 dicembre 1987 arriva la sentenza. Su 474 imputati, 360 vengono condannati e tra questi ci sono pericolosi boss latitanti, come Riina e Bernardo Provenzano, catturati rispettivamente nel 1993 e nel 2006  ma in  appello ed in Cassazione le condanne si riducono a 60...qualcosa non va.... e qui la delusione di Falcone e Borsellino e dei giovani magistrati che con loro avevano lavorato, creduto e rischiato. La loro sensazione è quella di vivere in uno Stato coinvolto nel malaffare, si sentono soli, sono soli...volevano cambiare le cose incancrenite ma...Cosa Nostra esiste, esiste con tutte le sue ramificazioni a tutti i livelli e settori. Quando hai Stato, politica, colleghi coinvolti...la voglia di gettare la spugna e mollare ti viene. 

Così di delusione in delusione, di una stampa ed un'opinione pubblica che si sente di colpevolizzarlo, di presentarlo come traditore e contestare le sue scelte di dare notizie sovente distorte e mai o quasi mai le rettifiche... vuole  rientrare dalla finestra e questa volta come movimento politico anche tramite la politica si può cambiare questa Italia..è un'altra strada da percorrere...un tentativo che se va a buon fine potrebbe essere l'inizio di un cambiamento...ma un cambiamento che non piace agli altri...in fondo Ingroia è pur sempre nel suo cuore un magistrato vero...non può piacere...

Riccarda Balla







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