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lunedì 27 aprile 2015

Riflessioni sul Profitto

Negli ultimi decenni si sono sviluppate e rafforzate sacche sempre più popolose della società una certa avversione quasi viscerale verso il profitto. Ciò non deve stupirci, è risaputo che nei periodi di crisi economica e sociale il vaso di pandora inizi ad aprirsi, tirando fuori i peggiori e bassi istinti dell’uomo: invidia, rabbia, gelosia, razzismo e fobie varie.
Ma che cos'è il concetto di profitto? ragioniamoci insieme..

Per molti di noi il profitto è un concetto di “guadagno economico”. In economia, infatti il profitto è la differenza positiva tra i costi e i ricavi conseguiti dall'imprenditore durante il periodo di attività. Se nel corso dell’esercizio i miei ricavi sono stati superiori ai costi ho conseguito un “profitto”, al contrario ho subito una “perdita”.  Tuttavia questo approccio economicistico non ci fa comprendere le cause del problema, e soprattutto non ci fornisce quegli elementi idonei a contrastare la facili critiche su di esso. Occorre pertanto allargare il concetto ad altri ambiti di tipo filosofico.
Partendo dalle origini etimologiche della parola, scopriamo che “profitto” deriva dal verbo latino proficere, traducibile in <<avanzare, giovare>>, è pertanto deducibile che il “profitto” stia ad identificare qualcosa che produca giovamento e progresso.
Prendiamo ad esempio il caso di Van Gogh. Il grande pittore olandese è oggi giustamente inserito tra il novero dei grandi artisti della storia. I suoi dipinti sono i più apprezzati da collezionisti e critici, eppure Van Gogh ha vissuto una vita assai modesta e miserevole; i suoi ritratti non gli hanno concesso una chissà quale gratificazione economica, tant’è che morì suicida e quasi in miseria. Nonostante però le grandi difficoltà che dovette affrontare Van Gogh alla fine ha ottenuto un “profitto”, cioè un giovamento, una gratificazione, che è appunto quello di essere al novero tra i grandi artisti della storia dell’arte.
Situazione simile possiamo riscontrarla nella figura dei ricercatori. spesso sottopagati, molti non raggiungono mai quella gratificazione economica che sicuramente meritano. Eppure anche loro, al pari di Van Gogh conseguì un profitto, la gratificazione e il riconoscimento del loro lavoro, e aver reso la nostra vita migliore.
L’errore quindi che commettono gli anti-capitalisti è che riconducono il concetto di profitto a un mero aspetto legato ai soldi (semmai va condannato la rendita parassitaria o l'estremizzazione del profitto) mentre esso è qualcosa che va ben oltre le logiche del bilancio e le formulette matematiche scritte dagli accademici. Basta usare la logica per capire che le cose sono più complesse.
Profitto significa progresso, significa tendere a un’evoluzione superiore e una qualità migliore per se stessi e per tutti. Significa mettere in gioco le proprie capacità, non importa se imprenditoriali, artistiche o sportive per andare oltre ai limiti virtuali posti dal senso comune.

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