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giovedì 30 aprile 2015

RENZI BONAPARTE

Matteo Renzi è sempre più "imperatore" in questo contesto politico, avendo diviso anche la minoranza interna al Pd. Rendendo il Pd sempre più Pdr (Partito di Renzi). Non è eccessivo dire che il Presidente del Consiglio è un accentratore. Anche in senso figurato: porta al centro un partito che della ex-sinistra. Ne fa un "partito del Governo", centrale e centrista (non la Dc, piuttosto contenitore leaderistico e governista).


C'è chi definisce bonapartista la prassi renziana. Non è dato sapere se il nostro abbia detto al suo "giglio magico", come Napoleone il 19 brumaio ad Augereau e Bernadotte: " le vin est tiré, il faut le boire" ( "le cose si sono spinte troppo oltre, non possiamo tirarci indietro"). L'hastag "#lavoltabuona", di certo, un po' gli assomiglia.

La Forza Italia post-nazarena vuol credere, come la sinistra ulivista post-democristiana, che ci si trovi piuttosto di fronte a un novello Pirro.

Napoleone o Pirro che sia. Ciò che è certo è lo svuotamento del Parlamento (la fiducia non è un segno di debolezza, ma l'esibizione muscolare di un'autosufficenza; se "di cartapesta", vedremo). Oltre che l'approvazione di una legge funzionale alla nascita del post-ideologico "Partito della Nazione".

L'alternativa al renzismo,  destra e sinistra, polverizzati e non pervenuti, i 5s troppo impegnati a insultare il mondo e nel scovare gomnlotti.

Qui il rischio concreto è che un'altra vittoria come quella sull'Italicum rovini irrimediabilmente il nostro bel-Paese già in ginocchio.

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