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martedì 21 aprile 2015

La metà dello stipendio se ne va in tasse

La pressione fiscale è arrivata a livelli insostenibili in Italia, che risulta fra i Paesi più tassati d'Europa. Lo rivela il rapporto Tax Wage 2014 dell'OCSE, che misura l'importo delle tasse in circa la metà dello stipendio lordo.
Secondo il rapporto, il cosiddetto cuneo fiscale per un lavoratore dipendente single (esempio di base) ha raggiunto il 48,2% nel 2014, in aumento di 0,4 punti rispetto al 2013. Il dato supera ampiamente la media OCSE che è pari al 36% e si conferma anche fra i più alti in Europa.


L'Italia è solo sesta per quanto concerne la tipologia di base, superata dal Belgio (55,6%), dall'Austria (49,4%), dalla Germania (49,3%), dall'Ungheria (49%) e dalla Francia (48,4%), ma considerando il prelievo sulle famiglie monoreddito con 2 figli, il peso è pari al 39% e fa scalare qualche posto in classifica al Bel Paese, dopo Grecia (43,4%), Belgio (40,6%) e Francia (40,5%).

La maggiore incidenza è quella dell'imposta sul reddito (Irpef) che pesa per il 16,7%. Salato anche il costo sostenuto dai datori di lavoro, con contributi che incidono per il 24,3% del costo totale, mentre il contributo a carico del lavoratore in busta si ferma al 7,2%.

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