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martedì 28 aprile 2015

Ecco la fiducia

A Montecitorio piovono "crisantemi" sull'Italicum, considerato dai più come il funerale della democrazia. Il governo chiede il voto di fiducia. E anche se quelli lanciati in Aula non sono rose, ma crisantemi, sono comunque fiori e se son fiori... fioriranno! Ovvero se tutti coloro che ieri e oggi abbaiano contro la legge elettorale ed il fare autoritario di Matteo Renzi, sapranno anche mordere, il governo ha le ore contate. Il Parlamento, infatti, ha l'opportunità di ripristinare la democrazia rimandando a casa un governo di nominati. Ecco in sintesi i principali nodi della riforma elettorale su cui da oggi la Camera si appresta a votare.
PREMIO DI MAGGIORANZA: l'Italicum lo attribuisce alla lista che supera il 40% al primo turno o che vince al ballottaggio. Nella prima versione approvato a marzo 2014 alla Camera il premio era attribuito alle coalizioni vincenti. La minoranza del Pd, Forza Italia e anche alcuni alleati come Sc e Pi chiedono di tornare al premio attribuito alla coalizione.
APPARENTAMENTO: è una subordinata al punto precedente, proposta dalla minoranza Pd, da Fi e da Pi e Sc. Consiste nel prevedere la possibilità di un accorpamento tra liste al momento del ballottaggio. Le coalizioni, cioè, si riformerebbero dopo il primo turno.
CAPILISTA: l'Italicum prevede 100 collegi plurinominali, in cui ciascun partito presenterà dei listini di 4-5 nominativi. Il capolista è bloccato, e sono previste le preferenze per gli altri candidati. La minoranza del Pd e M5s propongono le preferenze anche per il capolista.

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