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sabato 28 marzo 2015

Tutti in piazza con noi ‪#‎Unions‬ ‪#‎CoalizioneSociale‬

Il Landini Day, il giorno della manifestazione Unions! organizzata dalla Fiom contro il Jobs Act, è cominciato con una dichiarazione che lascia poco spazio all'immaginazione: «Pensiamo di avere più consenso di quello che ha il governo», ha tuonato il segretario generale dei metalmeccanici Cgil. «Unire il lavoro: questa è la nostra proposta», ha continuato Landini. «Non è un percorso facile ma intendiamo andare avanti, sia per riformare il sindacato sia per ridare voce a tutti i lavoratori».

«NON SIAMO QUI CONTRO RENZI». Arrivando in piazza della Repubblica, il leader Fiom ha ribadito: «Se vuoi risolvere i problemi, devi fare milioni di assunzioni. Il problema non sono quelle di gennaio e febbraio». E su Renzi: «Deve mettersi tranquillo, non siamo qui contro di lui. Noi vogliamo fare delle proposte per il futuro dell'Italia e siamo pronti a batterci sapendo di avere più consenso di quanto abbia il governo».
IN CORTEO LA MINORANZA PD. In corteo anche Susanna Camusso e Nichi Vendola. Non mancano esponenti della minoranza Pd, da Stefano Fassina a Rosy Bindi. Mentre Gianni Cuperlo, con un messaggio, si è detto vicino a Landini. «Caro Maurizio, in una giornata importante per te e la tua organizzazione voglio dirti che la vostra battaglia per la democrazia, per l'uguaglianza, i diritti e l'occupazione è anche la battaglia di molti di noi. Spero di poterti incontrare presto anche perché credo a ciò che hai sostenuto in questi mesi quando hai rivendicato per ora e per il futuro il tuo ruolo di sindacalista appassionato e schierato sempre dalla parte dei più deboli.
LA CRITICA DI SQUINZI. Dure, invece, le critiche di Giorgio Squinzi che, appellandosi alla responsabilità dei sindacati, ha commentato: «Siamo in democrazia e il progetto politico della Fiom, oggi in piazza, non preoccupa ma spero anche che siano capaci di guardare avanti e non indietro perché proprio gli attori di oggi hanno fatto danni in passato, come la situazione in cui siamo oggi. I sindacati, infatti, hanno frenato tutto», ha aggiunto  il leader di Confindustria, «se non ci diamo una smossa retrocederemo drammaticamente».

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