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domenica 1 marzo 2015

Roma c'è. #MaiconSalvini e mai con i fascio-leghisti

Roma c'è,  non cede alle stronzate dell'ultimo incantatore di serpenti, dell'ultimo attrezzo convinto di essere "nazional-popolare".

Oltre trentamila persone sono scese in piazza dietro lo striscione #maiconsalvini, in risposta all'appello lanciato dalla nostra campagna. Un percorso, quello che abbiamo costruito, che ha saputo valorizzare forme molteplici di partecipazione: dalla campagna sui social network alla conferenza stampa di mercoledì scorso, alla contestazione del segretario della Lega in Campidoglio, passando per i sanzionamenti alle sedi leghiste fino alla giornata di ieri.

Una campagna che ha dimostrato che la città di Roma rifiuta le retoriche razziste e xenofobe di chi, negli ultimi anni, ha fatto leva sulle paure di una popolazione vessata dalle politiche di austerity, di cui anche il governo Renzi è fedele interprete. Effettivamente Roma è scesa in piazza, ma non in piazza del Popolo, attraversando invece le vie del centro e scegliendo chiaramente da che parte stare. Gli unici che purtruppo non sono potuti essere in piazza con noi sono i quattro attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare, detenuti a Regina Coeli dopo le cariche indiscriminate a piazzale Flaminio dello scorso venerdì: a loro è andata tutta la solidarietà del corteo.



Mentre si consumava il flop della manifestazione nazionale “Noi Con Salvini” - con oltre duecento pullman dichiarati, giunti prevalentemente dal nord e con delegazioni della destra neofascista europea – Roma si è dimostrata un'altra volta Città Aperta, antirazzista e solidale. Alle celtiche di Salvini abbiamo opposto la forza dei numeri, frutto di una campagna virale e determinata, costruita nei quartieri e nelle periferie per oltre un mese.

Sappiamo bene che l'ascesa di Salvini a leader della destra italiana non si fermerà alla giornata di oggi, ma oggi ha incontrato il suo primo grande ostacolo. Grazie al patrimonio accumulato in questa campagna possiamo dire sin da subito che la provocazione del leader del Carroccio, di invitare Marie Le Pen nella prossima primavera, troverà decine di migliaia di persone pronte a respingerla.

Ringraziamo tutti quelli che hanno contribuito a questa campagna e tutti quelli che oggi sono scesi nella piazza giusta.


Come era prevedibile, il concentramento è stato dapprima timido, poi pian piano il corteo si è gonfiato. Ragazzi di molti tipi e dai molti look, vecchi militanti, migranti, lavoratori, donne di tutti i colori.. Una festa per gli occhi e per la testa, con buona pace dei criminali di governo che speravano di poter ridurre l'opposizione di una città e di un popolo a una semplice, miserabile, ottusa, questione di "ordine pubblico".

Secondo le autorità di pubblica sicurezza sono più di 3000 gli agenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza schierati da ieri nella capitale 'per garantire l'ordine'. In realtà sembra che la principale preoccupazione della Questura e delle altre autorità di pubblica sicurezza sia impedire ogni possibile contestazione alla manifestazione convocata dalla Lega Nord in Piazza del Popolo alle 15, e alla quale parteciperanno anche Casapound, Fratelli d'Italia e altri gruppi di estrema destra. Una preoccupazione evidente fin da questa mattina presto, quando gli abitanti della zona di Piazza Vittorio, dove i "fascisti del terzo millennio" hanno tenuto uno sparuto presidio per difendere "l'italianità del quartiere" (!), hanno assistito alla blindatura delle strade. Sotto l'occhio vigile delle forze di sicurezza degli operai hanno montato delle barriere di metallo alte più di due metri a protezione in particolare della sede neofascista di Via Napoleone III. Le foto che stanno rimbalzando sui social network parlano da sole.

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