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martedì 17 marzo 2015

Riflessioni sull'omicidio di David Raggi

Giovedì 12 marzo un giovane ragazzo di 26 anni,David Raggi, è stato brutalmente aggredito e ucciso dal 29enne Amine Assaoul, a Terni. Su tale vicenda c'è bisogno di fare alcune riflessioni.
Innanzitutto, è bene partire dal fatto che ovviamente la cosa più importante di tale tragedia NON è la nazionalità di vittima e carnefice, in quanto le brave persone e i criminali esistono da tutte le parti, e a riguardo di ciò è molto interessante la notizia che diversi esponenti della comunità marocchina della città, alcuni amici di famiglia dello stesso David, hanno espresso subito solidarietà con il padre e il fratello della vittima.

Detto questo, passando alla questione dell'immigrazione, ovviamente il problema non è la stessa in sé, come causa di questo e altri episodi, si deve dire che la pessima gestione di essa nonché la latitanza della giustizia che vige in Italia, sono da prendere in considerazione.

Difatti, il carnefice, già sbarcato ad ottobre a Lampedusa e in seguito allontanato per diversi reati, aveva deciso di ritornare in Italia come "rifugiato politico" ma dopo che la sua richiesta di domanda era stata respinta, aveva fatto ricorso e quindi era liberamente tornato nello Stivale per continuare a delinquere, e ciò rappresenta una delle tante storie di pessima gestione dell'immigrazione e della giustizia che hanno garantito e garantiscono a certi personaggi, come questo Assaoul, Kabobo e tanti altri, di parassitare e di commettere crimini e uno "Stato" che è incapace di tutelare i cittadini onesti (sia italiani che STRANIERI), e questa non è demagogia, ma pura realtà.

Tali crimini e altre vicende tragiche simili possono essere evitati, non con l'odio o con la spicciola demagogia fascio-leghista, ma semplicemente cercando di far funzionare la giustizia e mettendo fine a una politica orientata a difendere privilegi e potere dei gruppi e degli individui che fanno del parassitismo e della criminalità (di tutti i tipi) a scapito dei cittadini onesti, 
italiani e stranieri.

Su ciò, sarebbe ora anche di finirla con il pensiero tanto diffuso che solo se un'italiano commette reato contro un'immigrato è razzismo ed è (giustamente) da condannare, mentre se avviene il contrario il carnefice si "deve capire" e la deve passare liscia, insomma i soliti discorsi retorici di aria fritta fatti spesso da certi politici.

In tutti e due i casi si tratta di deprecabili atti di violenza da condannare senza se e senza ma, e si deve fare in modo di costruire una società realmente libera e funzionale per cittadini italiani e stranieri, rifiutando discorsi di "xenofobi" e la "guerra tra poveri" che si vuole innescare, e che a quanto pare è già iniziata.

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