BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

mercoledì 11 marzo 2015

Quattro anni fà: Fukushima

A quattro anni da Fukushima, il Giappone si è fermato a ricordo del sisma/tsunami abbattutosi sul nordest del Paese e costato la vita a circa 18.500 persone tra morti e dispersi, con la crisi nucleare di Fukushima.


Alla cerimonia del governo al Teatro Nazionale di Tokyo è stato osservato un minuto di silenzio alle 14:46 (le 6:46 in Italia), ora esatta della scossa di magnitudo 9, durata oltre 120 secondi, mentre lungo la costa orientale del Tohoku si sono state lanciate le sirene d'allarme dello tsunami.

Alla cerimonia ufficiale hanno preso parte alcune migliaia di persone, tra cui l'imperatore Akihito e la consorte Michiko, il premier Shinzo Abe e i rappresentanti delle prefetture di Fukushima, Miyagi e Iwate, le più colpite.

"Sono passati quattro anni e tutti insieme vogliamo esprimere il nostro cordoglio per le vittime e i loro familiari. Le immagini trasmesse dalla tv erano terribili. Circa 20.000 persone sono morte e mi preoccupo per la gente che vive ancora nelle case provvisorie, soprattutto per gli anziani e quelle persone di Fukushima costrette a vivere in un altro posto a causa del disastro. Vista l'importanza e la necessità di organizzare e fare le esercitazioni contro sisma e tsunami, il 14 marzo ci sarà (a Sendai e organizzata dall'Onu, ndr) una riunione internazionale sul tema della prevenzione e dei provvedimenti contro calamità naturali. Il mio auspicio – ha concluso Akihito – è che tutto vada per il verso giusto".

Un evento "disastroso che ha causato enormi danni, senza precedenti", ha osservato Abe nel suo breve discorso in cui ha ricordato le vite spazzate via dalla furia dello tsunami. "Pensando ai sentimenti delle famiglie delle vittime provo profondo dolore. Il lavoro di ricostruzione è arrivato a una fase avanzata, ma restano ancora 230.000 persone in alloggi provvisori a causa della centrale nucleare di Fukushima e di altri motivi. Puntiamo – ha promesso il premier – ad accelerare i lavori di ricostruzione e a realizzare un Paese più sicuro e resistente".

A quattro anni dal disastro nucleare di Fukushima ci sono le stime ufficiali, che parlano di 15-28 milioni di metri cubi di rifiuti atomici; restano i residui radioattivi in 54mila diversi siti all’interno della Prefettura di Fukushima, e ci sono le 150mila persone costrette ad abbandonare la propria abitazione, di cui 120mila che non sono ancora potute tornare a casa; ma c'è anche la rivincita dell'energia pulita.

Era l’11 marzo 2011 quando, in seguito al maremoto e allo tsunami, si verificò l'incidente classificato dall'Agenzia internazionale per l’energia atomica al grado 7, il massimo grado della scala, prima raggiunto solo dal disastro di Cernobyl. Oggi, il processo di decontaminazione sembra non avere fine, perché le montagne coperte di foreste e i fiumi rilasciano continuamente radioattività che raggiunge zone in precedenza decontaminate.

Uno dei problemi maggiori a Fukushima oggi è il trattamento delle acque radioattive che vengono continuamente prodotte. L’azienda giapponese del nucleare, Tepco, prevedeva di completare il trattamento delle oltre 300mila tonnellate di acqua contaminata entro questo mese di marzo, ma ora la scadenza è stata spostata a maggio. A questa quantità se ne aggiungono altre 300-400 di acque sotterranee che passano quotidianamente dal sito e si contaminano.

0 commenti:

Posta un commento