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venerdì 13 marzo 2015

Il mistero di Arcobaleno

C'é una bella storia da raccontare dietro una delle più riuscite canzoni del cd "Io non so parlar d'amore" di Adriano Celentano.
Parliamo dell' "Arcobaleno" scritta da Mogol e Gianni Bella.
Il testo e l'idea nascono da due "messaggi" arrivati al paroliere. Il primo arriva via fax grazie ad un'anica di Mogol che ha letto sul giornale del Diners un articolo scritto dal direttore, all'indomani del concerto di Piazza del Campidoglio a Roma, dove aveva partecipato con la famiglia.

Il pezzo nasce grazie ad un sogno nitido e particolare vissuto durante la notte dove Battisti indicava che il ponte tra noi e l'aldilà é l'arcobaleno.


La segretaria di Mogol riceve una telefonata dalla Spagna: una medium di origine italiana, molto apprezzata e che collabora di sovente anche con le forze dell'ordine é stata contatta anche lei dal cantautore.
Le ha indicato di entrare in una libreria della città e di acquistare un libro posto di cui Lucio aveva dato la posizione dello scaffale.
Solo tempo debito la donna avrebbe potuto aprirlo e leggerne il contenuto.
Poche ore più tardi la voce di Battisti domandò di leggere un capitolo in particolare e
di informare Mogol di certe frasi che dovevano servire per scrivere una canzone che avrebbe dovuto intitolarsi "L'arcobaleno".

Mogol si reca a casa di Celentano dove partecipa ad una serata con Gianni Bella che aveva scritto una musica adatta al contenuto che piano piano si delineava e cosi é nata la canzone entrata a pieno diritto nell'album del Molleggiato.

Nei giorni seguenti Mogol, ha avuto un altro segno legato alla canzone ma anche durante l'unica intervista rilasciata sull'argomento al TG2, non ha voluto rivelare il fatto.

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