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domenica 1 marzo 2015

Come combattere il mal di pancia da vacanza

Supponiamo che abbiate un enorme bisogno di “staccare” e quindi che vi prendiate una piccola vacanza, così, senza molta programmazione. E supponiamo anche che scegliate un posto tranquillo, denso di spiritualità e di promesse di riposo … ma che i tre giorni o giù di lì che vi siete presi si trasformino in una lunga litania di piccoli imprevisti negativi, come musei chiusi per restauro, opere artistiche in missione all'estero per far gioire altre persone, posti che non si trovano perché i cartelli stradali sono stati spostati, intere aree urbane dove non c’è una tavola calda, né una pizzeria, né un ristorante, né una bottega di kebab aperta. E, per finire, che il distributore automatico di benzina vi freghi 50 euro … già, cretina tu che ne hai messi 50, potevi metterne solo 10 e limitare i danni.

La litania degli imprevisti sta per stroncarti … e tu che fai? Metti in crisi tutta la tua famiglia con lamentele e recriminazioni? Scoppi a piangere e urli e maledici il giorno che hai deciso di regalarti un po' di tempo diverso? Ti tieni dentro tutto e la tensione ti frantuma? Il mal di pancia da vacanza può essere terribile …

Eppure c’è una tecnica infallibile, da applicare assolutamente in questi casi: vai a fare una passeggiata senza meta, ti impedisci di guardare le cose solite nel solito modo (monumenti, panorami, musei, chiese, piazze e palazzi d’epoca) e ti concentri su minuscoli particolari lasciando correre il pensiero per conto suo. E allora scopri che la vacanza può ritornare ad essere vacanza.

Perché appena esci dall'albergo trovi, ad esempio, un laboratorio di analisi mediche, una farmacia, poi il pronto soccorso dell’ospedale e, a seguire, due belle pubblicità di imprese di pompe funebri (una appiccicata direttamente sull'insegna dell’Ospedale, l’altra altrettanto bene appiccicata sull'artistico bidone in ferro battuto per la carta straccia). Segue anche una chiesetta dimessa e il tutto ti dà la piacevole sensazione che in un breve percorso di 100 metri esista un sistema integrato terra-cielo che ti fornisce un pacchetto esistenziale completo. E sei già di umore migliore.

Ti accorgi anche che, buttata lì, in un pezzo di terra dimenticato dagli uomini e da Dio ai margini della strada, è fiorita una bellissima calla; che la strada stretta e in forte discesa per andare in centro (un tormento di fermate e ripartenze in auto), può essere sostituita da una lunga scala, tranquilla e che, in fondo alla scala in questione, ci sono dei “gabinetti comunali” puliti ed illuminati che sono un bon bon e farebbero concorrenza alla corsia di una clinica di lusso … già, ma sono aperti fino alle 20.°° e basta … come faranno i senza fissa dimora a smaltire freddo e birra di notte? Ma ci saranno barboni nella città della Madonna? Sì, ci sono. Non molti, ma ci sono: li trovi verso sera, al servizio congiunto di Caritas e Croce Rossa, che aspettano di esser ricevuti e smistati qua e là per la notte. Hanno tutti un numero di identificazione e sembrano speranzosi.

Allora ti viene da pensare che non solo loro, ma tutto questo paese vive alle spese della Madonna e che i laicisti che strillano contro il concordato e i benefici fiscali concessi alla Chiesa non tengono conto del fatto che in posti come questo circa 10 mila persone campano sul turismo religioso e quelli che non sono nel “giro” dei produttori di servizi, trovano comunque un po’ di aiuto. E’ febbraio, fa freddo, ieri pioveva anche, ma in giro si vedono masnade di donne e uomini pii che sono felici di essere qui, di dare il soldino al nigeriano (che è qui da 6 anni senza permesso). A questi turisti allegri ma poco caciarosi  sta bene anche di andare a dormire in una pensione che si chiama “angolo divino” e che non è gestita da suore, ma da qualche privato che ha pensato di essere divinamente spiritoso.

Va beh, adesso che si è allentata un po’ la tensione, puoi anche fotografare la facciata nella Chiesa che ti riserva una sorpresa, una specie di messaggio cosmico, per Renzi e per Gerd …  sotto le torrette laterali della facciata ci sono due parole: a sinistra “ITALICUM”, a destra “ASTRONOM” (questa me la spieghi poi, vero Gerd?...). Giriamo dietro la Chiesa: le absidi mi hanno sempre affascinata e queste, in particolare, racchiudono dei bellissimi mosaici fatti con tessere così piccole che già a distanza di un paio di metri ti sembrano dipinti ad olio o affreschi.

E dietro la chiesa, addossata alle absidi, c’è un gioiellino di tenerezza: una Panda di quelle vecchie, ancora quadrate, non come l'altra, sobria sì, ma sinuosa, del Presidente Mattarella. Una Pandina parcheggiata male, in una stradina che deve essere senza dubbio zona a traffico limitatissimo. Ma sul parabrezza c’è un biglietto scritto a mano che dice: “SONO LA MACCHINA DEL PARROCO. MI HANNO RUBATO IL PERMESSO PER VIA ASDRUBALI. DEVO FARE IL DUPLICATO.  X FVR. NON FATEMI MULTE. GRAZIE”.


Difficile non sorridere. La vacanza è recuperata e possiamo tornare all'albergo per la cena.

(giacomina cassina)


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