BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

giovedì 12 marzo 2015

Autocrazia Renziana

Il ddl Boschi è passato alla Camera dei Deputati del parlamento italiano e quindi le riforme costituzionali vanno avanti e il premier Renzi non accetta veti da nessuno. Bisogna sottolineare che in questo passaggio parlamentare il Partito Democratico di Renzi, a differenza di Forza Italia di Berlusconi, non si è spaccato e che minoranze interne al partito hanno seguito la linea dettata dal premier.


Anche dopo la fine del patto del Nazareno tra Partito Democratico e Forza Italia il premier sta portando avanti imperterrito le riforme costituzionali e la nuova legge elettorale(“Italicum”): quella di Renzi sembra una guida autocratica del paese che non accetta opposizione. Egli ascolta gli avversari ma poi, alla fine, “riga dritto” per la sua strada senza trovare ostacoli.

Dopo le elezioni europee dell’anno scorso Renzi si è liberato del Movimento 5 Stelle, Implosione, relegandolo in un angolo e rendendolo irrilevant/e. Con l’elezione del presidente della repubblica Mattarella ha ricompattato il partito e nello stesso tempo ha lacerato Forza Italia di Berlusconi. Inoltre ha portato alla luce il vero contenuto del patto del Nazareno, ossia riforme costituzionali e nuova legge elettorale contro coloro che sostenevano che il patto del Nazareno nascondeva anche qualcos’altro.

Con la nuova legge elettorale che assegna una maggioranza certa dopo le elezioni, con una sola camera che è preponderante rispetto all’altra, con un Senato che sarà costituito da rappresentanti regionali, regioni che sono quasi tutte governate dal partito del premier, insomma ci sono tutti i presupposti per l’affermazione di una sorta di “dittatura” perché sembrano non esserci contrappesi democratici, come sostengono molti analisti e commentatori politici.

La questione su cui però bisogna maggiormente riflettere è che dopo i 20 anni di Berlusconi e la piccola parentesi del successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo alle elezioni politiche del 2013 è arrivato il momento del “golden boy”, “successore” dello stesso Berlusconi, “traduttore” del berlusconismo in età contemporanea.

Ebbene, con Renzi abbiamo la continuazione del Berlusconismo, che ormai si è affermato pienamente nella società italiana da decenni: fenomeni come spettacolarizzazione, massificazione, desertificazione culturale e appiattimento sociale sono diffusi ormai da tempo. Renzi ha saputo “cavalcare” il suo tempo, età post’ideologica, età del tutto e niente, del nichilismo totale, età del marketing e della comunicazione.

Dall’interpretazione di Berlusconi pacchiana e cafona della società dell’immagine siamo passati alla interpretazione della stessa di personaggi come Beppe Grillo e Matteo Salvini ma soprattutto del premier Renzi che ha saputo rappresentare alla perfezione il tempo in cui vive con un’immagine brillante, vincente, accattivante.

1 commenti:

  1. La storia insegna che, in una condizione di crisi economica prolungata del tipo di quella che stiamo vivendo in Italia, il popolo impoverito, affamato e arrabbiato, genera una domanda di "decisionismo autoritario" che, nel nostro caso, è perfettamente impersonato da Matteo Renzi. Per questo motivo la democrazia parlamentare viene sostituita, di fatto, da un neo-populismo strisciante.

    RispondiElimina