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sabato 14 marzo 2015

Arriva l’ora legale: vantaggi, svantaggi e polemiche

Ogni anno l’ora legale, concepita per realizzare un significativo risparmio energetico, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale (in genere elettrica) ed incentrando opportunamente una parte rilevante delle attività nelle ore di luce solare, è oggetto, con rigorosa cronometricità, di polemiche, dubbi e proposte di riforma.
Certamente vi è un’evidente complessità di gestione di questo cambio d’orario che avviene solo in alcune parti del mondo (pensiamo ai database dei sistemi di emissione dei biglietti aerei, ai sistemi di sincronizzazione delle comunicazioni tra i diversi luoghi del mondo). Quest’anno il passaggio dall’ora solare a quella legale che avverrà pochi giorni dopo l’equinozio di primavera, nell’ultimo fine settimana del mese, esattamente nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo, quando dovremo spostare le lancette degli orologi un’ora in avanti, passando dalle 2:00 alle 3:00 di notte.
Se i meteoropatici sono avvantaggiati dal prolungamento delle ore di luce nella 2° parte della giornata, se le attività commerciali all’aperto non possono che vederlo di buon occhio; se gli scettici sostengono che uno spostamento così piccolo non possa portare conseguenze particolarmente pericolose sulla salute; i ricercatori hanno osservato diversi effetti negativi del cambio d’ora, soprattutto nei giorni immediatamente successivi ad esso. La quantità e la qualità del sonno, secondo diversi studi, peggiorano, restando così per almeno una settimana. Insomma, a loro dire, si dorme meno e peggio, con ripercussioni sulle attività quotidiane: gli adolescenti sarebbero più assonnati durante le lezioni con un calo di rendimento scolastico; così come gli adulti che, più stanchi al volante, aumenterebbero gli incidenti stradali e tra gli altri svantaggi, distrazioni sul lavoro e maggior rischio d’infarto.
L’alterazione del ritmo circadiano, quello dell’orologio biologico, simile, per certi aspetti, all’effetto tipo del jet lag, si manifesta con sonnolenza diurna, stanchezza diffusa in tutto il corpo, mal di testa e abbassamento del tono dell’umore.  Per risolvere questo periodo di malessere, occorre adottare semplici accorgimenti; in primis, prestando attenzione all’alimentazione: niente bevande alcoliche, caffè, tè nero e verde, cacao e cioccolato; niente cibi grassi, troppo conditi o ricchi di sale. Via libera a latte caldo e riso, pane e pasta, lattuga, radicchio rosso, aglio e formaggi freschi, uova bollite e frutta dolce che, grazie al triptofano, favoriscono la sintesi di serotonina, il cosiddetto “ormone del benessere” che, a sua volta, stimola il rilassamento, facilitando il sonno profondo e piacevole. Evitate, inoltre, i cibi in scatola e le minestre con dadi da cucina, ed i cibi conditi con curry, pepe e paprika.
3 giorni prima del cambio d’ora, anticipate leggermente, di circa 15 minuti, l’orario in cui andare a letto e cercate di pranzare e cenare mezzora prima del solito per non appesantirvi e per modificare gradualmente l’impulso del sonno e lo stimolo della fame in base alla “nuova” quotidianità. Prima di andare a dormire, rilassatevi con attività “soft” come la lettura o qualche esercizio di yoga e preparatevi una bella tisana a base di melissa, camomilla, malva o passiflora. Evitate le discussioni e qualsiasi altra forma di stress, stando il più possibile all’aria aperta, praticando della sana attività fisica senza ovviamente esagerare.

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