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giovedì 5 febbraio 2015

Uva spina: un prezioso e versatile alleato della nostra salute

L’uva spina è una pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Sassifragacee,caratterizzata da un fusto eretto che può raggiungere i 2 metri d’altezza e da rami coperti di spine. I suoi frutti sono costituiti da bacche tondeggianti o ovoidali, di differenti colorazioni, a seconda della specie. Tra le varietà più apprezzate: la Careless, con bacche verdi di grandi dimensioni, la Poorman, con bacche rosse, la Leveller, con grandi frutti gialli, la Pax, conosciuta per la mancanza di spine.

Si tratta di un cespuglio selvatico antichissimo, che cresce allo stato libero in diverse zone del globo; pertanto è difficile stabilire in quale luogo si sia originato, poiché si trova in Asia, Europa, Nord America e persino nel continente africano. Riguardo alla sua coltivazione, probabilmente le bacche hanno rappresentato una componente ipocalorica della dieta delle popolazioni indigene primitive e si sa che i suoi frutti, allo stato selvatico, erano tenuti in considerazione per la loro proprietà di alleviare gli stati febbrili. Fu il naturalista inglese William Turner , nel 1500, a descrivere l’uva spina nel suo libro Herbal . Sappiamo che nel 1700 era comunemente coltivata in inghilterra e Germania e che, in quello stesso periodo, abili giardinieri olandesi crearono varietà migliorate di uva spina selvatica.

L’uva spina, oggi caduta nel dimenticatoio, è un prezioso scrigno ricco di virtù benefiche: contiene i pigmenti antociani, dei vaso protettori stimolanti della vista, tanto che questo frutto viene raccomandato, insieme alla varietà del ribes rosso e nero, per chi ha grossi problemi agli occhi, sia alla vista che alla retina. Il decotto o l’infuso, applicato sotto forma di impacco sulle parti doloranti, può essere usato per curare la gotta, i reumatismi cronici e l’artrite;mentre in caso di angina, disturbi del fegato, problemi digestivi, calcolosi renali, affezioni polmonari e diarrea, va bevuto, indifferentemente che sia stato preparato con foglie, radici o gemme.



E’ un ottimo tonico, pertanto utile nei casi di spossatezza e, sotto forma di centrifugato, si rivela utile nei disturbi alla vista e di fragilità capillare. Le bacche vantano pochissime calorie (circa 40 per 100 gr. di frutto fresco) e i suoi zuccheri (levulosio e glucosio), responsabili della dolcezza, a patto di non esagerare, sono tollerati anche dai diabetici. L’uva spina, grazie alle suesostanze fitochimiche (flavonoidi e antociani) e alla presenza di vitamina C,stimola le difese dell’organismo, proteggendo dalle infezioni virali, depura e disintossica il sangue da contaminazioni dovute, ad esempio, a metalli pesanti. La vitamina C, come noto, è fondamentale per la sintesi del collagene, la proteina strutturale principale del nostro organismo, necessaria per mantenere l’integrità dei vasi sanguigni, della cute, degli organi e delle ossa; proteggendo, ad esempio, dallo scorbuto e accelerando la guarigione delle ferite. Si deve, invece, alla presenza di flavonoidiil contributo dell’uva spina al buon funzionamento del fegato, aiutandolo nello smaltimento delle sostanze tossiche in eccesso.

Le bacche, diuretiche e disintossicanti, oltre che antiossidanti, contrastano i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare che si riflette anche sui fattori di rischio relativi alle malattie degenerative. Esse sono nutrienti, rinfrescanti e astringenti, utili per riequilibrare le funzioni intestinali anche grazie alle fibre(tra cui la pectina) che, oltretutto, aiutano a controllare il livello di colesterolo. Il frutto è molto dissetante, stimolando la produzione di succhi gastrici, agendo da aperitivo o da digestivo.

Il succo fresco, assunto nelle dosi di mezzo bicchiere due volte al giorno, è benefico in caso di carenze di vitamine A, B e soprattutto vitamina C, esaurimento nervoso o fisico, debolezza, convalescenza e anche come sostegno del sistema immunitario in caso di malattie infettive; pertanto è preferibile assumerlo già da fine settembre per prevenire gli acciacchi tipici autunnali e invernali. Per la preparazione del decotto, invece, fate bollire a fuoco basso, in un litro d’acqua , 50 g di bacche di uva spina per 10 minuti; assumendone 2 tazzine da caffè al giorno. Alcuni erboristi consigliano l’uso di un cataplasma di uva spina anche in caso di malattie della pelle: si spremono 15 g di bacche di uva spina, distribuendone il succo sulla pelle malata, ma integra, ricoprendola con una garza sterile e fasciandola. Come gustare le bacche? In torte, sorbetti, sciroppi, marmellate; crude con una spolverata di zucchero, nel pudding, nelle macedonie di frutti; essiccate, come guarnizioni di piatti di pesce e carne.

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