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domenica 22 febbraio 2015

Perchè Che Guevara ? Ernesto.. Olà...companeros de la revolution...hasta la vista a la Sierra Maestra


“Il socialismo non può esistere se non si opera prima un cambiamento radicale nelle coscienze tale da determinare un atteggiamento di fratellanza nei confronti dell’intera umanità.” Hasta la victoria siempre (fino alla vittoria sempre).


Perchè il Che è così sempre "amato"....per il mistero che avvolge la sua morte nel 1967...Tante storie, tante verità, tante bugie...tradimenti e tanti forse...troppi forse...

Fidel Castro afferma la difficoltà ad accettare la morte del Comandante Che Guevara...vero, falso?
Corpo crivellato, amputate le mani e sotterrato sotto tonnellate di terra...era il Che?  Domanda alla quale forse solo Fidel potrebbe rispondere...perchè? perchè doveva far leva sulla grande personalità,  amore e culto popolare per un mito per rilanciare il fervore rivoluzionario...e come tutti i miti la sua vita e la sua morte si avvolgono di tanti misteri.
Chi era, perchè è così nei ricordi perchè Che che significa "mio"  in argentino?
....era un rivoluzionario,  un condottiero, un uomo che voleva  liberare i popoli dall'oppressione, irrequieto...o un grande ...la sua indipendenza mentale, la sua distanza dal "socialismo reale...un sognatore che voleva far diventare realtà i suoi ideali e forse utopie, perchè il sistema non è così facile e lui non è uomo da scrivania e non è  un diplomatico. 



Guevara che chiedeva ai paesi socialisti di allontanarsi dalla complicità con i paesi sfruttatori dell'occidente, perchè gli scambi non erano alla pari, e poi si sbilancia sui paesi che rivestono l'abito del socialismo ma hanno mire espansionistiche, concorrenza fino a sfruttare se non sottomettere gli stati più deboli.


Il sogno del Che: la creazione dell'uomo nuovo, un modello di uomo socialista disinteressato e solidale dotato di una reale conoscenza del collettivo, inizia così ad allontanarsi dalla visione comunista dell'Unione Sovietica 

Su Ernesto si sono scritte pagine e pagine, nel bene e nel male, è  un nuovo Trotsky?  anche lui tradito.

Le sue frasi si rincorrono sul Web, entra nei cuori da ragazzi e non ne esce più, non hanno avuto la stessa sorte altri personaggi che erano entrati nell'immaginario rivoluzionario di chi era ragazzo negli anni 70, come Mao per fare un esempio ed il suo libretto rosso...il Che continua a vivere, la sua perenne irrequietezza, la sua rivoluzione permanente, che con il senno del poi...e ragionando da adulti la costante rivoluzione non è poi la soluzione se non si pongono  delle basi di dialogo..di crescita, il sistema esiste ed è molto forte.

Cosa mi spinge a parlare di lui, non della sua biografia,ma delle tracce lasciate:    la voglia di rivolta, d'impattare contro un mondo, di sognare...di non accettare certe regole...la forza di continuare nella difesa delle proprie idee, il cercare il dialogo, il litigio e la pace fa parte dell'inquieto.  Il sistema dal quale difendersi e pensare di poterlo cambiare :" Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Si è vero lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.". Questa sua frase racchiude la persona poi tradita ed uccisa...ma non ditemi che fu inviato in Bolivia...voglio credere alla mia versione: è andato lui in Bolivia perchè doveva e voleva continuare a lottare per la libertà avendo esatta coscienza dei rischi a cui andava incontro ma fidando nella reazione delle popolazioni sud americane oppresse.
....I sogni ....devono a volte essere presi molto sul serio.

Riccarda Balla

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