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venerdì 27 febbraio 2015

Palermo: Dalle strade si affaccia il diavolo e ti saluta....

Palermo ..tra l'assoluto disinteresse dei cittadini o forse meglio chiamarli panormiti (come usava Zullino),  è la città dove tutto crolla, tutto è allo sfascio, chiese, palazzi aristocratici, monumenti da  capitale imperiale a capitale del malaffare, abbiamo, per continua e scellerata scelta un manipolo di politicanti che si adoperano a perseguire una continua, inesorabile corsa all'imbroglio e all'ingiustizia totale, la Palermo dei murati nei plinti, la Palermo dei white collar della Mafia, di aristocratici protervi, distaccati, che ti concedono uno sguardo senza capire che sono bambini capricciosi.
La megalomania del palermitano è comunque a tutti i livelli non gli consente di amare le sue pietre che hanno un'anima, un'anima di una città morta...percorri le strade e le probabilità che dagli inferi ti saluti il diavolo sono molte...non sono buche nell'asfalto sono vere voragini che rimangono tali per mesi ... 
L'idea del buongoverno o del malgoverno in realtà non esiste ma esiste la gestione del potere, è un ragno che ha tessuto la sua ragnatela fino a varcare lo Stretto di Messina e continuando il suo nefasto lavoro ovunque....il grande passato, morto nell'assoluta indifferenza ed ignoranza dei suoi cittadini, la città dell'imbrattamento dei muri, dei marciapiedi divelti dalle radici degli alberi, la città dei clacson, dell' io sono IO quindi posteggio sullo scivolo dei disabili, della cultura del non vedere per poi insorgere e criticare, la città dei Soloni...cosa urli adesso..hai appena buttato per terra il pacchetto vuoto di sigarette.... Troppo tardi...ma ti fa comodo così. Palermo dal cemento selvaggio, del costruire e dell'abbandonare poi i manufatti al degrado... Il Palermitano, indolente, imbonitore, amico finchè gli fa comodo, intellettuale  che sa leggere superficialmente, non va oltre, il palermitano che non ascolta se non se stesso, generoso ma ne dovrà avere un tornaconto, un pò mafioso (questo sempre - alla faccia dell'Antimafia)  un pò borioso, un pò signore, amante dell'apparire.

Incurante delle più piccole norme di rispetto, tranne che per sé stesso,  dall'occhio senza profondità, sarà che c'è troppa umidità, troppo vento, troppo scirocco, troppo azzurro....
Ma non si può pretendere, non ha mai fatto nulla, tutto ciò che la città, oggi martoriata, ha di bello, utile, importante  è grazie alle dominazioni  che si sono avvicendate le quali hanno lasciato veri tesori.
Ruggero, Federico, Costanza, della grande capitale, sono rimasti solo tre nomi, ma svuotati. Persino Goethe, checchè ne dicano, non fu poi tanto generoso con Palermo.

Riccarda Balla

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