BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

venerdì 27 febbraio 2015

Neutralità della Rete: ecco perché è importante

Per Neutralita della Rete, o Network Neutrality, si intende il principio che caratterizza qualsiasi rete, secondo il quale non possono esistere discriminazioni tra i contenuti che viaggiano al suo interno. Alla maggioranza degli utenti l'argomento non interessa, ma solo perché parlare di diritti sembra una tema lontano dal quotidiano. Eppure non è così, anzi è proprio il contrario.


SPIEGAZIONE PER NON TECNICI

Nel caso di internet le informazioni viaggiano codificate in dati che vengono impacchettati assieme e questi "pacchetti internet" viaggiano ciascuno in modo indipendente dall'altro all'interno dei vari percorsi della rete, fino alla loro destinazione stabilita dal mittente, e qui vengono riassemblati e decodificati nei messaggi o contenuti che noi vediamo. Questo meccanismo si chiama "commutazione di pacchetto" ed e' il sistema adottato da Internet.

La Commutazione di Pacchetto si differenzia dalla commutazione di circuito in cui, prima di ogni comunicazione, viene stabilito un circuito, una corsia esclusiva tra mittente e destinatario, all'interno della quale viaggiano i dati. Il primo modello ricorda il modo di gestione del traffico ordinario quando ci rechiamo in ufficio; il secondo ricorda il modo di gestione del traffico di un corteo presidenziale.

In questo secondo caso ovviamente vi è uno "spreco" della risorsa di comunicazione (la strada), a vantaggio della garanzia dei tempi di trasmissione.

Il sistema telefonico tradizionale prevedeva l'invio della voce sotto forma di un'onda, analoga a quella prodotta da un giradischi, lungo un percorso riservato tra mittente e destinatario, usato esclusivamente per quella comunicazione, stabilito all'inizio della stessa con la composizione del numero e rilasciato per successivi utenti al momento del riaggancio. Il sistema telefonico tradizionale si basava cioè sulla commutazione di circuito.

Lo sviluppo dell'elettronica di consumo ha portato ad un abbattimento dei costi dei dispositivi che convertono la voce da onda a numero e viceversa da numero a onda sonora (convertitori anologico-digitale e digitale-analogico) consentendo una qualità confrontabile, determinando anche il successo della musica su compact disc a scapito dei dischi in vinile.

Aggregando spezzoni di dati cosi' ottenuti in pacchetti, l'istradamento poteva avvenire pacchetto per pacchetto, ciascuno per la propria strada. Basta che la loro sequenza sia numerata e il ricevente e' in grado di ricomporre il flusso originale o eventualmente richiedere la ritrasmissione di un pacchetto smarrito. Internet funziona in questo modo.

Volendo riprendere l'analogia precedente, il sistema telefonico tradizionale funzionava come i cortei presidenziali mentre la comunicazione di Internet funziona come il traffico normale, (commutazione di pacchetto anziche' commutazione di circuito), consentendo un piu' efficiente sfruttamento della risorsa trasmissiva e quindi consentendo molte piu' comunicazioni simultanee.

Un corteo presidenziale blocca una porzione di strada anche se in quel momento non passa nessuno mentre cio' non avviene per il traffico normale; allo stesso modo se in una conversazione telefonica c'e' un attimo di silenzio, nella commutazione di circuito la risorsa e' impegnata mentre nella commutazione di pacchetto essa e' disponibile per altri e, dato che cio' avviene per circa il 50% del tempo (uno parla e l'altro ascolta, una corsia in una delle due direzioni e' sempre libera), si capisce che la commutazione di pacchetto e' molto piu' efficiente.

A differenza del corteo, il traffico ordinario pero' e' soggetto a congestioni, come sappiamo bene. E la commutazione di pacchetto non sfugge a questa regola. Nel traffico ordinario abbiamo definito delle regole che consentono di prioritizzare alcuni tipi di traffico rispetto ad altro. Ogni pacchetto segnala la sua priorita' con una sirena e un lampeggiante colorato e questo passa davanti agli altri.

Un altro modo di gestire la congestione e' di costruire più corsie in modo da eliminarla. E qui è dove l'analogia finisce. Per ragioni fisiche, per aumentare la portata di una strada telematica non occorre aggiungere fili ma è sufficiente cambiare i caselli agli estremi dell'autostrada, caselli che, grazie al calo dei costi dell'elettronica, si riducono di prezzo continuamente. Ci sono quindi due alternative tecniche: gestire la congestione o eliminarla. I tecnici sanno che al padrone delle strada, nelle dorsali di rete realizzate in fibra ottica, costa meno eliminare la congestione rispetto a gestirla con sistemi di segnalazione e controllo.

Ci si potrebbe chiedere "ma il tempo di attraversamento di una rete, che puo' variare a causa della congestione, e' un problema ?" Per alcuni tipi di traffico, quelli che per l'appunto richiedono un flusso costante di dati, la variabilita' dei tempi di attraversamento dei singoli pacchetti puo' costituire un problema. (in gergo tecnico, il jitter, ovvero la non "isocronicità" dei pacchetti). Questo traffico è tutto quello che dipende dal tempo, non di certo le parole di un messaggio di posta elettronica, ma ad esempio la voce in una conversazione telefonica o un video.

Nella nostra esperienza quotidiana usiamo pero' programmi che trasmettono la voce su Internet e non abbiamo una percezione di degrado della stessa, se non in alcune rare occasioni. La rete fa del suo meglio per consegnare i pacchetti e questo e' quasi sempre sufficiente, ma non sempre. La Qualita' del Servizio (Quality of Service) non è garantita, la rete e' "Best Effort".

Il video inietta sulla rete una quantità di dati 100 volte superiore a quella della voce; 100 volte il traffico sulla rete stradale e qui, spesso, la rete non riesce a garantire l'isocronicità dei pacchetti, e se i fotogrammi di una scena non sono arrivati in tempo, avremmo un attimo di blocco, per poi riprendere dopo un intervallo. Meno male che non lo facciamo tutti contemporaneamente! Almeno fino a quando le prestazioni dell'elettronica dei caselli saranno aumentate di 100 volte e avranno eliminato in larghissima misura il problema (certo, se questi nuovi apparati saranno adottati).

Questo e' il punto in cui si innesta il dibattito sulla Neutralita' della rete. Il principio secondo il quale non possono esistere discriminazioni tra i contenuti che viaggiano al suo interno.

Ci sono operatori, fornitori di accesso a Internet, che rallentano un tipo di traffico rispetto all'altro per ottimizzare le prestazioni che l'utente percepisce. Almeno quelle che loro ritengono che siano rilevanti per l'utente. Un utente che usa la rete solo per guardare il web o spedire la posta elettronica non necessariamente gradirà che i suoi pacchetti vengano ritardati rispetto a quelli della voce o del video; chi fa telefonia su Internet, viceversa lo potrebbe gradire.

Se l'utente ha la possibilita' di scelta tra vari fornitori di accesso, può scegliere quello che offre la gestione del traffico che più soddisfa le sue esigenze. Questo dice la teoria, perche' in realta' le offerte di abbonamento non sono differenziate in quanto solo pochi utenti sono in grado di capire i dettagli della questione. Una questione che tocca tutti ma che solo i piu' tecnici sono in grado di cogliere.


La Federal Communications Commission statunitense ha approvato un pacchetto di regole sulla neutralità della Rete che garantisce la non-discriminazione del traffico online.
Per capire meglio di cosa si tratta è più facile fare degli esempi su cosa potrebbe avvenire se gli operatori fossero totalmente liberi di disporre a piacimento della gestione del traffico. Prima di tutto potrebbero stabilire che alcuni servizi magari di streaming funzionino meglio, godano di maggiori prestazioni rispetto ad altri.


3 voti a favore contro 2 però hanno confermato quel che il presidente Barack Obama aveva anticipato: no alla discriminazione del traffico su Internet. Certamente ha aiutato la recente decisione della FCC di considerare gli operatori TLC soggetti alla legge sulle comunicazioni, il Communications Act. Internet infatti da allora è considerato un servizio di pubblica utilità, come ad esempio le forniture dell'acqua.

E in Europa? Il Parlamento UE ha già votato a favore del mantenimento della neutralità della Rete l'anno scorso, ma siamo in attesa del voto finale presso il Consiglio dei Ministri UE. Per altro la Cancelliera Angela Merkel ha fatto anche una sua proposta.

C'è già una paese europeo che ha fatto questa scelta di campo: l'Olanda. Ormai da due anni sta dimostrando che nulla è cambiato rispetto a prima per l'utente finale; nessun provider è andato in malora. Anzi, la competizione si è maggiormente concentrata su prezzi e prestazioni, più che sui pacchetti opzionali che includono telefonia o traffico dati.

"Non hai bisogno di neutralità della rete se hai una sana concorrenza", ha commentato Ot van Daalen, un avvocato specialista nel settore. "Ma gli Stati Uniti hanno meno competizione che in Europa. Quindi hanno più bisogno di neutralità che in Olanda".

Però bisogna anche sottolineare che il garante olandese è più tollerante nei confronti degli accordi di interconnessione che consentono ai fornitori di servizi di avere maggiori garanzie prestazionali da parte dei provider. Insomma, la garanzia è una cosa, l'eventuale priorità un'altra.

1 commenti: