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martedì 10 febbraio 2015

L’Isis avanza in Libia

Giorno dopo giorno, a colpi di atrocità di ogni genere. Il califfato, impegnato in un sanguinario e inarrestabile conquista in tutte quante le terre della “Mezzaluna fertile” sta rafforzando la sua influenza nel paese, che è sempre più allo sbando e che, dopo la fine della dittatura di Gheddafi, non sembra in grado di ricominciare.

Le 140 tribù, messe nell’angolo durante gli anni del regime del colonnello, hanno perso quell’antico e saldo legame con il territorio che avevano una volta e si fanno la guerra per assicurarsi il controllo del petrolio. Ma non sono più i grado di tenere le redini del paese.Il governo ha bisogno di aiuto. E’ per questo che Aref Ali Nayed, consigliere del premier Abdullah Al-Thani ha chiesto aiuto agli Stati Uniti. La situazione sta precipitando e lo stato islamico controlla ormai una decina di città e altre ne sta conquistando.
I miliziani del Califfato in Libia

Ogni giorno sbarcano in Libia i miliziani del Califfato. Assaltano, massacrano, distruggono, avanzando metro per metro in una guerra di conquista che non conosce soste. Loro bersaglio sono i villaggi, con la popolazione terrorizzata e bisognosa di punti di riferimento che per questo li segue, ma anche e soprattutto le strutture petrolifere. Nei giorni scorsi l’ impianto della Total a Mabrouk a sud diSirte è stato preso d’assalto. E ancora l’Hotel Corinthia a Tripoli dove sono morte nove persone. Un’autobomba è esplosa a Bengasi, era diretta contro una base militare, ma ha mancato l’obiettivo. Intanto la città resta al centro di violenti scontri tra gli islamisti, che mirano a prendere il controllo del porto, e le forze regolari.

Una bomba ad orologeria la Libia, pronta a esplodere. Una grande potenziale minaccia per l’Europa. Abbandonata a se stessa, al suo destino, alle aspirazioni degli islamisti dal 2012, dall’uccisione dell’ambasciatore americano Christopher Stevens. E’ dal quel momento che l’Occidente ha battuto in ritirata lasciando libertà di azione prima ad al Qaeda, la rete madre di tutte le reti del terrorismo, che addestra i suoi uomini nel deserto, ed è alleata con i jihadisti della formazione di al Ansar al-Sharia e con i miliziani che dal Mali arrivano qui per sfuggire ai francesi.

E ora all’Isis e al suo sogno atroce di conquista del Maghreb e di tutti i territori dell’Islam dell’età dell’oro. Quanto sia importante la Libia nella sua strategia lo ha fatto capire lo stesso al-Baghdadi quando ha fatto appello al suo vice in SiriaAbu Ali al-Anbari, ex generale dell’esercito iracheno, a progettare la conquista finale di Derna, città di oltre 100 mila abitanti, antica capitale della Cirenaica, culla del Salafismo, che tanti combattenti ha inviato nei territori della Mezzaluna fertile e che ora stanno tornando a casa.

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