BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA

giovedì 5 febbraio 2015

Il declino delle libertà e dei diritti nel mondo


FREE ITALIA è allarmata dai terribili dati dell’annuale report di Freedom House del 2014: per il nono anno consecutivo, è stato registrato un generale declino nella tutela dei diritti politici e delle libertà civili.





Dei 195 stati analizzati, 89 sono stati etichettati come “liberi” (46 % del totale), 55 “parzialmente liberi” (28%) e 51 “Non liberi” (26%). Tra i paesi che hanno modificato la propria posizione rispetto alla graduatoria dell’anno precedente, 61 hanno peggiorato la propria condizione, mentre solo 33 sono riuscisti a migliorarsi (è il dato minimo nei 9 anni di rilevazioni).

Nel complesso, il 2014 è stato un anno duro e travagliato, caratterizzato da una serie di eventi determinanti nell’incrinare il già fragile equilibrio mondiale. Il report parla di 5 fenomeni degni di nota:
  • Gravi crisi umanitarie hanno costretto milioni di rifugiati in capanne sovraffollate e condizioni di vita disumane;
  • Il successo della Tunisia, il cui modello democratico (costituzione in vigore da gennaio 2014) deve rappresentare uno stimolo ed un esempio per tutti i paesi limitrofi in lotta contro i propri regimi autoritari;
  • Il declino della libertà d’espressione su internet: censura, nuove leggi repressive, arresti, costrizione al silenzio. Rwanda, Russia, Ecuador, Korea del Sud e Israele sono solo alcuni degli esempi citati esplicitamente.
  • Limitazioni delle autonomie personali: restrizioni politiche, come quelle imposte da Russia ed Egitto; restrizioni “sanitarie”, come i coprifuoco temporanei istituito in Liberia e Sierra Leone nel disperato tentativo di arginare il virus Ebola.
  • “Dittature Silenziose”: lontani dalle luci della ribalta, molti regime autocratici continuano a vessare i propri cittadini impunemente (Azerbaijan, Etiopia, Arabia Saudita, Vietnam…)

In particolare, il report si sofferma sui Paesi che hanno occupato i titoli delle grandi testate nazionali:
  • Siria, dove lo Stato Islamico si è imposto come organizzazione terroristica di ultima generazione, ha ricevuto il punteggio più basso del decennio.
  • Russia, la scelta scelta di invadere l’Ucraina e le repressioni del governo Putin.
  • Egitto, la cui “elezione” del presidente Abdel Fattah el-Sisi è stata accompagnata da 1300 prigionieri politici e dalla soppressione di qualsiasi organizzazione umanitaria.
  • Turchia, un paese in cui la libertà d’espressione è quasi inesistente, assiste in silenzio all’inarrestabile accumulo di poteri del presidente Recep Tayyip Erdogan.
  • Cina, schiacciata dal più potente partito comunista dai tempi di Den Xiaping.

Come ogni anno, Freedom House ha fornito un’indagine puntuale e ricca di spunti di riflessione. Viviamo in un mondo lontano dalla perfezione, in cui i paesi più civili dovrebbero forse fare di più per cercare di garantire un maggior equilibrio. La religione, la forma istituzionale e la regione di provenienza non devono inficiare l’inalienabile diritto di ciascun individuo di poter godere e fruire delle proprie libertà e diritti.

0 commenti:

Posta un commento