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giovedì 19 febbraio 2015

Il cibo “spazzatura” domina sulle tavole italiane, il cibo sano non “sta al passo”

Il cibo sano ‘perde’ di fronte a quello insalubre come bibite e carni quali hamburger e salsiccia; nonostante timidi miglioramenti nella dieta osservabili negli ultimi due decenni, il mondo è lontano dal mangiar sano, compresi paesi come il nostro tradizionalmente legati a un’alimentazione genuina.
A dirlo uno studio mondiale su The Lancet Global Health sui consumi di 4,5 miliardi di persone di 187 paesi. Il lavoro, condotto da Fumiaki Imamura, Universita’ di Cambridge, si basa sull’analisi dei consumi di 17 tipologie chiave di cibi e nutrienti (10 buoni: frutta, verdure, legumi, frutta secca e semi, cereali integrali, latte, grassi buoni polinsaturi, pesce, grassi omega-3, fibre alimentari; 7 insani: carni lavorate e non, bibite zuccherate, grassi saturi, grassi trans, colesterolo e sodio) nel ventennio 1990-2010. I ricercatori hanno elaborato un punteggio alimentare (da 0 a 100) ed osservato la situazione per paese, eta’, sesso, reddito nazionale riscontrando solo timidi miglioramenti per gran parte del mondo e un vantaggio di anziani e donne sul mangiar sano. Ma globalmente l’alimentazione e’ migliorata, commenta Carlo La Vecchia dell’Universita’ di Milano, anche se lo studio appare molto critico specie per paesi come la Cina. ”Eppure in Cina l’aspettativa di vita e’ cresciuta e vi e’ una maggiore varieta’ di cibi disponibili e meno malnutrizione – rileva La Vecchia. Anche Italia e Francia non ottengono punteggi elevati (il nostro paese si assesta sopra i 40 punti contro un punteggio medio globale di circa 67 relativamente alla riduzione nei consumi dei 7 cibi cattivi) ma probabilmente lo score globale utilizzato non riesce a cogliere le specificita’ della nostra dieta”. Stando allo studio, comunque, gli italiani dovrebbero arricchire la propria dieta di fibre, ridurre i grassi saturi, e i grassi trans di molte margarine e cibi industriali (alimenti confezionati di cui sarebbe opportuno leggere gli ingredienti prima di comprarli). Bene invece per i consumi relativamente bassi di carne rossa e relativamente alti di pesce.

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