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venerdì 6 febbraio 2015

Europa, o uniti nella solidarietà, o sarà fine

E' importantissimo far sentire in questi giorni, la voce dei cittadini europei a favore delle posizioni del legittimo e democratico governo greco che si sta battendo per una revisione del debito. le misure della BCE sono servite solo a salvare banche e istituzioni finanziarie che hanno speculato e giocato col fuoco dei derivati.
L'altolà di Dra­ghi al governo Tsi­pras mostra con duris­sima evi­denza lo stato di sospen­sione demo­cra­tica di que­sta “Europa reale”, e della Bce che ne costi­tui­sce un pila­stri. L’attacco di Dra­ghi e il pre­an­nun­cio di non garan­tire più per i bond greci mostra la volontà di stran­go­lare sul nascere il nuovo corso. Non si rico­no­sce il man­dato popo­lare rice­vuto da Tsi­pras, e non si capi­sce con quale auto­re­vo­lezza venga con­si­de­rato non atten­di­bile il piano pre­sen­tato dalla nuova com­pa­gine greca, da parte di chi ha par­te­ci­pato a misure famose per aver fal­lito cla­mo­ro­sa­mente fal­lito gli obiet­tivi dichiarati.

La battaglia della Grecia è la battaglia di tutti i cittadini europei contro il liberismo sfrenato e le elites nazionali e internazionali dell'1-10% che negli anni della crisi si sono arricchiti oltre ogni limite a danno dei lavoratori, dei precari dei disoccupati.

L'Europa avrà un futuro solo se verrà imposto un equilibrio sostenibile dove paesi del nord si prendo la resnsabilità di aiutare i paesi del sud, solo se la ricchezza sarà ridistribuita all'interno dei singoli paesi,  solo se le istituzioni finanziarie torneranno a rispondere ai governi democratici.

Dagli esiti della negoziazione in corso, dipenderà il futuro del nostro continente e d/elle generazioni future.

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