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venerdì 6 febbraio 2015

DA FREE-ITALIA, Come fare la grappa in casa

La grappa, noto liquore della tradizione italica, riconosciuto dall'Unione Europea già dal 1984 come acquavite di vinaccia prodotta in Italia (togliendo così spazio ad ogni genere di imitazione), è molto apprezzata, specie dagli intenditori, nelle sue varie versioni. Questo prodotto della nostra tradizione, che affonda le sue radici storiche nell'anno 1000, con i primi casi di distillazione dell’acquavite, e diffusione, nei secoli a venire, a cominciare da regioni settentrionali quali Lombardia, Piemonte, e Triveneto. In origine, la grappa era una sorta di “bevanda dei poveri”, ottenuta distillando in cantina le vinacce, ovvero il rimanente dalla pigiatura dell’uva, per far sì che questo non andasse sprecato.
Oggi, la grappa è molto in voga nei salotti dell’alta società già da diverso tempo, essendo divenuta anche in tale ambito una vera e propria tradizione. Vedremo allora nei passi del tutorial che segue come produrre tale tradizionale, oltre che gustoso prodotto, in casa, costituendo tale produzione anche un interessante hobby, per tutti gli appassionati ma anche per coloro i quali, in seguito alla lettura della guida, volessero appassionarsi ed accedere all'universo delle grappe.

Assicurati di avere a portata di mano:

  • Alcolometro
  • Alambicco in rame o acciaio
  • Fornelletto a fiamma
  • Imbuto


Premesso che la grappa fatta in casa è dotata della sua gustosità, tale da soddisfare anche gli autentici intenditori, è sempre consigliabile avere accanto, nelle prime applicazioni, una persona che abbia già maestranza in proposito, onde evitare la produzione di un liquido poco bevibile come gusto, se non, rischio da scongiurare, addirittura tossico. Facciamo fermentare, per iniziare, le vinacce nel tino; dopodiché, riempiamo il bollitore per i tre quarti, all'inizio, mentre successivamente aggiungiamo comunque acqua fino a che le vinacce non risultino coperte. Una volta che la miscela descritta inizierà a scaldarsi, si innalzeranno i vapori delle sostanze maggiormente volatili, con riferimento all'alcol metilico, oltre che all'aldeide acetica, e all'acetato di etile. Raggiunta una temperatura fra i 70 e i 75 gradi, inizieremo ad ottenere le prime gocce di distillato. Prime gocce costituenti la “testa” della grappa e le quali risultano tossiche; la testa altri non è infatti che metanolo: evitare assolutamente di ingerirlo (può portare in taluni casi addirittura alla cecità). Mettiamo da parte allora tali prime gocce del distillato e aspettiamo che si raggiunga una temperatura superiore, che corrisponderà a quella di ebollizione dell’alcol etilico.

La temperatura di cui parliamo corrisponde a 78,4 gradi centigradi. Con la temperatura al di sopra dei 78,4 gradi e fino ai 100, abbiamo il vero “cuore” della grappa, formato da alcol etilico e da sostanze volatili che conferiscono l’aroma necessario al distillato. Prestare attenzione nell'evitare di far giungere la temperatura oltre i 100 gradi, in modo tale da non ottenere la cosiddetta “coda” della grappa, la quale, pur non essendo dannosa per la salute, non riporta né odore né gusto gradevoli, presentando impurità ed olio amilico (quest’ultimo, in particolare, dal gusto pesante).

Come detto, la distillazione si concluderà una volta raggiunti i 100 gradi, anche se le grappe migliori sono ottenute con un procedimento di raffinazione, ovvero con la seconda, o addirittura terza distillazione (non rimarrà, per chi lo desideri, che ripetere, in un periodo successivo, il nostro procedimento, sempre dopo che il liquido precedentemente ottenuto non si sia ben raffreddato, in modo da ripartire da zero).  Riguardo alle ricette realizzabili, ve ne sono due basilari: la grappa di mirtilli e quella alla liquirizia.
Per la realizzazione della prima occorre un litro di grappa e 100 grammi di mirtilli.  Dovremo pulire accuratamente i frutti con un semplice canovaccio, poi, collochiamoli in un recipiente di vetro insieme al distillato e a 50 g di zucchero, e facciamoli macerare.  Esponiamo il recipiente al sole.  Dopo sei settimane di esposizione solare dovremo allora filtrare ed imbottigliare..

Per la produzione della grappa alla liquirizia, sarà possibile utilizzare da 2 a 4 bastoncini per un litro di grappa. Tali bastoncini di liquirizia sono acquistabili presso qualsiasi tabaccheria, drogheria, o supermercato. Come prima operazione, tagliamoli a pezzetti, chiudiamoli in una bottiglia e agitiamo. Mettiamo la bottiglia al buio e all'asciutto (l’ambiente ideale, come si intuirà, sarà una dispensa). Una volta che la grappa avrà assunto una colorazione ambrata, dopo circa un mese, la stessa può considerarsi pronta. Seguendo i passi del tutorial, ma preferibilmente dopo aver osservato la pratica da qualcuno più esperto, ed inoltre, come inizialmente accennavamo, facendosi anche affiancare nei primi tentativi. Avrete così appreso un’arte che, dal canto suo, non esiterà a fornirvi le sue soddisfazioni.


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