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domenica 1 febbraio 2015

10 REGOLE DELLA MANIPOLAZIONE....

LE 10 REGOLE DELLA MANIPOLAZIONE

ATTRAVERSO I MASS MEDIA
di Noam Chomsky

1. La Distrazione
Deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti attraverso un diluvio di informazioni insignificanti. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato per impedirgli di pensare, per impedirgli di interessarsi alle conoscenze essenziali per la comprensione del mondo.



2. Costruire un problema
Questo metodo è anche chiamato “Problema – Reazione – Soluzione”.
Si crea un problema per causare una certa reazione da parte del pubblico. Ad esempio: violenza per far accettare le restrizioni della libertà, crisi economica per giustificare lo smantellamento dello stato sociale.

3. Cambiare con gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla col contagocce per mesi, anni. Cambiamenti che, se fossero attuati in breve tempo potrebbero a generare ribellione, vengono accettati se realizzati con la politica dei piccoli passi. Col passare del tempo, il mondo cambia senza che vi sia la consapevolezza del mutamento.

4. Differire
Altro modo per preparare i cambiamenti sgraditi è quello di annunciarli con largo anticipo. La gente non deve sopportare subito il peso dei cambiamenti ma solo iniziare ad abituarsi all’idea. Inoltre, la speranza comune in un futuro migliore facilita la loro accettazione.

5. Usare un linguaggio infantile
Quando ci si rivolge agli adulti come se si parlasse a dei bambini, si ottengono due vantaggi:
1 – lo spettatore attenua il suo senso critico;
2 - il messaggio gode di una maggiore capacità di penetrazione.
Un meccanismo di suggestione sfruttato ampiamente anche dalla pubblicità.

6. Suscitare emozioni
Sfruttare le emozioni è una tecnica classica: permette di provocare un “corto circuito” sull’analisi razionale. Il senso critico viene sostituito da impulsi emotivi (rabbia, paura, ecc.). L’uso del registro linguistico di tipo emozionale fornisce un accesso diretto al subconscio in cui è possibile psicoincidere idee, desideri, ansie, timori, compulsioni, oppure suscitare specifiche azioni.

7. L’ignoranza
Si impedisce alle classi più povere l’accesso alla comprensione dei meccanismi per la manipolazione del loro stesso consenso. La qualità dell’educazione impartita alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che il divario di conoscenze tra i ceti sociali inferiori e superiori sia e rimanga impossibile da colmare.

8. Esaltare la stupidità
Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere le persone a ritenere che sia “di moda” essere stupidi, volgari e ignoranti. Nel contempo, suscitare avversione per la Cultura e le Scienze.
9. Creare il senso di colpa
Far credere all’individuo che sia soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, a causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità limitate o dei suoi sforzi insufficienti. Così, invece di ribellarsi contro il sistema politico/economico, l’individuo si auto-svaluta e si incolpa, rinunciando a combattere le vere cause della sua condizione.

10. Sfruttare le conoscenze
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, le neuroscienze e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata di come funzioni l’essere umano, sia nella sua forma fisica sia psichica.
Alla luce di questa premessa, prova a effettuare una rapida scansione della società in cui vivi, come se fossi un osservatore in grado di vedere il pianeta nel suo insieme:
- Il livello medio di soddisfazione individuale nelle varie società
- Le classi politiche principali (come agiscono, comunicano, reagiscono)
- Le condizioni economiche e le manovre con cui vengono modificate
- Il rapporto dei vari stati con la salute pubblica
- L’istruzione e il livello di qualità delle offerte formative erogate
- I contenuti e le finalità dei mezzi di comunicazione di massa
- Le religioni e il livello di libertà psicofisica che esse determinano negli individui»


Riccarda Balla

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