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mercoledì 21 gennaio 2015

Venduto un bosco nel cuore della Sicilia, è rivolta

Un bosco nel cuore della Sicilia rasi al suolo e venduti a una società? Questo prevede l'accordo tra la Regione e la Sper spa, azienda proprietaria di una centrale elettrica a biomasse, da qualche mese ha iniziato a spogliare intere aree collinari: circa 3 chilometri quadrati nelle zona di San Cataldo. Una vicenda che ha sollevato le proteste di sindaci e ambientalisti, preoccupati per il rischio idrogeologico in un'area soggetta a frequenti frane ed erosioni.


"È un paesaggio terrificante quello che oggi si apre ai visitatori e agli abitanti della zona  -  dice l'assessore all'ambiente e al territorio di San Cataldo Angelo La Rosa  -  lande a perdita d'occhio di creste e valli completamente denudate; tronchi di eucalipteti appena abbattuti disseminati sul terreno; cataste già pronte per essere caricate su grossi mezzi in direzione di Dittaino, ad alimentare le grandi bocche delle fornaci di una centrale a biomasse". Il piano di deforestazione, espletato tramite una regolare gara d'appalto indetta dalla Regione, prevede il taglio di tronchi d'albero di eucalipto in un'area complessiva di 10 mila ettari di terreno in 10 anni nelle zone di contrada Buriana, Montecanino, Gabbara, Cioccafa, Mustigarufi, Gibliscemi, Cimia e Ficari. Il legname viene poi trasportato nella centrale di Dittaino, entrata in funzione lo scorso dicembre. L'impianto è gestito dalla stessa Sper Spa, composta da 3 società: la italo-tedesca RWE che detiene il 70 per cento, la Fri-El con il 20 e la Infrastrutture e Gestioni con il 10. Costo della centrale: 100 milioni di euro senza alcun contributo pubblico.

"Nulla da dire sul taglio degli alberi e il loro utilizzo  -  precisa La Rosa  -  A preoccupare è invece la scellerata modalità di abbattimento di decine e decine di ettari di bosco senza soluzione di continuità. Mentre in Italia si decide, dopo i recenti disastri alluvionali, di investire a difesa del dissesto idrogeologico, qui si denudano i versanti argillosi, esponendoli al ruscellamento selvaggio e aumentando il rischio idrogeologico e la perdita dell'habitat di diverse specie animali".
Alle parole di La Rosa fanno eco gli ambientalisti, Lipu, Wwf e Legambiente in prima fila, che hanno reso noto come a Gabara, una delle zone interessate dal disboscamento, si stava pensando a un progetto a lungo termine per far diventare l'area boschiva riserva naturale nella quale inserire un parco geo-minerario.

Dello stesso avviso il Pd che, per bocca di Ivo Cigna, presidente provinciale del Forum Ambiente del partito, dichiara: "Non è la prima volta che registriamo generiche autorizzazioni al taglio degli alberi. Anche in questo caso sospettiamo che si sia operato senza la tutela del perimetro dell'area e senza una approfondita analisi ambientale. Attendiamo risposte dalla Regione e un intervento a tutela di un'area a forte rischio idrogeologico".

L'assessore Caleca annuncia un'ispezione: "La cessione a un'impresa di biomasse di 10 mila ettari di bosco tra Enna e Caltanissetta, - dice - non mi convince. Ho chiesto tutta la documentazione su questo appalto. Faremo verifiche e non escludiamo la revoca dei permessi".

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