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sabato 24 gennaio 2015

Ucraina. I ribelli bombardano il mercato di #Mariupol

Almeno 10 civili sono morti e molti altri sono rimasti feriti in un bombardamento dell'artiglieria da parte dei ribelli filo-russi su un mercato di Mariupol, bastione di Kiev nell'Ucraina orientale.
Lo ha reso noto il capo della polizia locale, all'indomani dell'annuncio dei separatisti che non intendo riprendere i negoziati.


Razzi Grad sono piovuti sul grande mercato di un quartiere residenziale della città di 500.000 abitanti affacciata sul Mare di Azov.

Mariupol è collocata lungo la strategica arteria che collega le regioni orientali controllate dai ribelli alla penisola di Crimea, annessa dalla Russia a marzo. Ad agosto l'esercito ucraino aveva faticato a respingere l'offensiva dei ribelli su Mariupol e le molte vittime avevano indotto il presidente, Petro Poroshenko, ad acconsentire alla tregua firmata il 5 settembre.

I ribelli controllano già l'aeroporto di Mariupol e stanno intensificando la loro offensiva per conquistare la città.

Ieri nuovo scambio di accuse. Secondo Vladimir Putin, Kiev sarebbe responsabile di bombardamenti "criminali" contro i civili, come la strage a una fermata di bus, e di aver lanciato un’azione militare su larga scala lungo la linea del fronte. Mentre il capo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko, ha escluso a questo punto altri colloqui per la tregua, annunciando una controffensiva sino ai confini della regione separatista.

Un’escalation di minacce cui fa da sfondo un’impennata del numero delle vittime: in totale, come ha reso noto ieri l’Alto commissariato Onu per i diritti umani, 5.086 morti, di cui 262 negli ultimi nove giorni, che coincidono con "il periodo più letale" dall’inizio del fragile cessate il fuoco concordato a Minsk in settembre.

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