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mercoledì 7 gennaio 2015

PARIGI, Quei Cinque minuti di terrore


Non esiste una definizione accettata da tutti del terrorismo,  la definizione più corretta è stata data nel 1937 dalla Società delle Nazioni nella quale si parla di ''fatti criminali  diretti contro lo stato in cui lo scopo è di provocare terrore nella popolazione o in gruppi di persone''.

Sono una successione di azioni criminali violente, premeditate ed atte a suscitare clamore come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di enti quali istituzioni statali e/o pubbliche, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi.
Non riesco mai, comunque a collegare la provenienza dell'attentato ad un popolo che ne subirà inevitabilmente l'odio del Paese o dei Paesi coinvolti... 
Il terrorismo, sventola uno straccio con teschi che non rappresenta alcuna nazione ma solo ed esclusivamente un esaltazione politica o religiosa con brame di potere assoluto,il terrorismo esiste da
da sempre, un piccolo esempio:il  Terrore instauratosi durante la rivoluzione francese, ancorché fu un regime e non un piccolo movimento clandestino, mostrò per la prima volta che un popolo poteva essere influenzato da un sentimento sociale di timore diffuso, tenuto vivo da pochi uomini che lo sfruttavano per manovrare una nazione.  con una differenza che la strategia è sicuramente più accurata, con armi sempre più sofisticate, anche psicologiche e gli aiuti anche economici che questi gruppi hanno provenienti da Paesi che hanno interessi a destabilizzare o interessi economici proprio nei territori da cui i gruppi terroristici provengono. Il terrorismo non credo che possa comunque fermare nel caso specifico la libertà di stampa  anzi ne provocherà un'immediata azione a far capire che non ci si ferma e non si teme la libertà di un Paese , oggi un popolo non è così facile da influenzare come nel periodo della Rivoluzione Francese...ci sono i media, una cultura diversa, l'apertura verso gli altri, ecco perchè alcuni Paesi che vivono sotto un regime dittatoriale, non prevedono nè facili collegamenti internet, nè una diffusione libera della stampa nè una buona cultura, è l'arma che hanno di sottomettere e circuire un intero popolo...
Un atto terroristico è violenza non solo per chi lo subisce ma anche per chi poi ne pagherà senza averne colpe le conseguenze (Stati Uniti e alcuni alleati hanno dichiarato guerra all'Iraq, che non aveva avuto alcuna relazione con al-Qa'ida ma che rappresentava l'obiettivo principale di quello che il presidente USA George W. Bush definiva l'Asse del Male)....
Non è facile esprimere dei giudizi senza intercorrere in frasi fatte, in giudizi frettolosi o attacchi verbali, l'unico giudizio che mi sento di dare è quello che "un terrorista" non ha nè Dio nè Patria, ma ancor peggio ha un cervello così piccolo da averne subito un nefasto lavaggio.
. Riccarda Balla

PARIGI - Cinque minuti di terrore, 12 vittime e 8 feriti, di cui 5 gravissimi. Sono queste le cifre dell'attacco messo a segno oggi da tre uomini contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo. Killer incappucciati e armati hanno fatto irruzione nella sede del giornale aprendo il fuoco con dei kalashnikov.
Tra le vittime, oltre a due agenti, il direttore del settimanale, Stephan Charbonnier, detto Charb, e i tre più importanti vignettisti: Cabu, Tignous e Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia. Nell'attentato è rimasto ucciso anche l'economista Bernard Maris, azionista della testata parigina e collaboratore di France Inter. Si tratta di un gravissimo "attacco alla libertà di stampa", il più grave della storia del periodico, più volte finito sotto tiro per i contenuti pubblicati. Sulla copertina di Charlie Hebdo oggi campeggia una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi "Sottomissione", che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico e nel numero odierno è pubblicata una recensione molto positiva dell'editorialista Maris.  Lo scrittore Michel Houellebecq, dopo l'attacco, è stato posto sotto protezione della polizia e i locali della casa editrice Flammarion, che hanno pubblicato il suo ultimo romanzo, sono stati evacuati per motivi di sicurezza.
 Deciso l'immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l'Ile-de-France. Polizia e gendarmi sono stati schierati davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Per il segretario generale dell'unione delle moschee di Francia, Mohammed Mraizika: "Nulla, assolutamente nulla, può giustificare o scusare questo crimine".
Fonte Repubblica.it

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