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lunedì 19 gennaio 2015

LE CONSEGUENZE DEL LIBERISMO, La ricchezza del’1% supererà quella del 99%

La ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supererà nel 2016 quella del restante 99% degli abitanti. La denuncia arriva dal rapporto “Grandi disuguaglianze” messo a punto da Oxfam, la confederazione internazionale (composta da 17 organizzazioni di diversi paesi), attiva sul fronte umanitario e su quello dello sviluppo.



Per Oxfam «l’esplosione della disuguaglianza frena la lotta alla povertà in un mondo dove oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno, e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare».

Secondo il direttore Generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri, «se il quadro rimane quello attuale anche le elite ne pagheranno le conseguenze».



Oxfam, in una nota, chiede ai governi di adottare un piano di sette punti per affrontare la disuguaglianza: dal «contrasto all’elusione fiscale di multinazionali e individui miliardari» all’introduzione «di salari minimi». Se lo scorso anno, sempre secondo Oxfam, «gli 85 paperon de’ paperoni del mondo detenevano la ricchezza del 50% della popolazione più povera (3,5 miliardi di persone). Quest’anno il numero è sceso a 80, una diminuzione - sottolinea - impressionante dai 388 del 2010. La ricchezza di questi 80 è raddoppiata in termini di liquidità tra il 2009-2014».





sorpresi? noi, no, dopo tre decenni di dominio in USA, tutta europa e buona parte del globo occidentale del pensiero, fallimentare, tanto amato dalla elitè economica e supportatO dalla classe politica conservatrice, ossia Neo-liberismo  E la globalizzazione.


La costruzione di un unico mercato attraverso la globalizzazione economica e finanziaria, avrebbe dispensato felicità per tutti. Grazie alle virtù della globalizzazione dei mercati avremmo potuto curare i malanni del mondo, persino le ferite inflitte alla natura. Le condizioni necessarie per sviluppare un’economia globalizzata erano sostanzialmente tre. Vale la pena ricordarle:
1) liberalizzazione dei mercati per consentire un’espansione globale del capitale; le misure necessarie a raggiungere questo obiettivo sono state: privatizzazione dei settori pubblici dell’economia, deregolamentazioni, controllo dell’inflazione, abbassamento delle tasse alle imprese, eliminazione delle tariffe e di altre restrizioni al commercio, privatizzazione dei servizi basici, trasferimento agevolato dei capitali e degli investimenti stranieri diretti;
2) nuovi accordi multinazionali per garantire la sicurezza dei capitali trasferiti nel commercio e negli investimenti; le scelte del FMI, della BM, del WTO e dei nuovi trattati commerciali in questi ultimi rispondevano tutte alla necessità di arrivare ad un’integrazione più profonda dei mercati;
3) armonizzazione dei regolamenti degli Stati sui capitali grazie a nuove regole transazionali; per raggiungere questo obiettivo il ruolo e la funzione stessa degli Stati sono stati trasformati al fine di destrutturare le regole sul lavoro, sulla salute, sulla produzione di cibo e sull’ambiente, così da facilitare e garantire l’espansione dell’accumulazione di capitale. 

E' necessario ora porci una domanda: il mercato globale così strutturato ha migliorato le condizioni di vita della popolazione? NO. 

Fede, dogma e necessità di vendere una storia esprimono con estrema sintesi il pensiero economico della governance globale su ciò che riguarda la relazione tra mercato così strutturato, aumento delle diseguaglianze sociali e distruzione ambientale.

Vogliamo davvero vivere in un mondo dove l’1% possiede più di tutti noi messi insieme? La portata della disuguaglianza è sconcertante, il divario tra i ricchissimi e il resto della popolazione mondiale rimane un totem, con ritmi di crescita preoccupanti, OCCORRONO politiche economiche radicalmente diverse.

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