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mercoledì 28 gennaio 2015

Insulti e minacce a Battaglia: #Grillo rischia reclusione

Beppe Grillo è stato rinviato a giudizio con l'accusa di diffamazione. A decidere se è colpevole o meno, sarà il tribunale di Ascoli Piceno, una volta affrontata la questione degli insulti e le minacce ai danni di Franco Battaglia, consulente de Il Giornale sui temi ambientali. Qualora venissero considerate espressioni diffamanti, Grillo potrebbe rischiare fino a 3 anni di reclusione.


Nello specifico, il leader del Movimento Cinque Stelle, aveva citato Battaglia come esempio negativo, in quanto aveva sostenuto che il disastro di Fukushima non avrebbe avuto conseguenze sulla popolazione.

"Non vado a mediare ad un coglione che va in tv a dire una cazzata e vuole il contraddittorio", era stata la reazione di Grillo. "Quando tu parli con un imbecille, uno che vede dall’esterno vede due imbecilli che parlano". E ancora: "Non puoi permettere a un ingegnere dei materiali e neanche ad un ingegnere nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in tv, e dire così, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno.""Io ti prendo a calci nel culoe ti sbatto fuori dalla televisione, ti prendo un avvocato e ti denuncio e ti mando in galera".

Da parte sua, Battaglia ha reso noto che, dopo il comizio di Grillo "qualcuno si sentì autorizzato a distruggere a sassate la mia automobile”.

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