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sabato 24 gennaio 2015

Andando per monumenti, mostre e … mostri (1)

Sarà un caso personale, sarà l’eccesso di purismo classicista indotto fin dall’infanzia da un padre pittore e da un madre disegnatrice, ma c’è da soffrire come cani a vedere opere d’arte aggredite da altre opere d’arte (pour ainsi dire…). Lunedì scorso, dopo un discreto e gentile controllo da parte di giovani militari, sono entrata nel Duomo di Milano, un monumento particolare che non amo più di tanto, ma che ha una sua gran coerenza e alcuni particolari molto suggestivi.

Entro, dunque, e ci trovo questo obbrobrio di Tony Cragg che vorrebbe essere un'interpretazione in chiave moderna della “Madunina” … Titolo dell'opera? "Paradosso".

Ma chi gliel'ha fatto fare? Ma chi l’ha scoperto, con quel gesto sempre emozionante della “tirata del lenzuolo”, questo ammasso di marmo che sembra composto da quelle lumachine di polistirolo che servono a riempire le scatole per le spedizioni di materiale fragile? Ma chi ha pensato che il Duomo sia più appetibile con dentro un’opera contemporanea di valore artistico discutibile, che sembra un tumore benigno ma troppo visibile? Un’opera che deve essere costata … già … ma chi ha commissionato e pagato il tutto? Il Comune? L’Ente Fiera? L’arcivescovado? Forse un po’ ciascuno, devono aver fatto “alla romana”. Io pago il polistirolo, tu il trasporto, lui il lenzuolo… 
Scoprirò, poi (grazie, Internet, grazie!), che l'opera è stata commissionata dalla “Veneranda Fabbrica” (del Duomo), un ente che dal 1387 presiede alla costruzione (ed ora al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione) del Duomo stesso e Monsignor Scola l'ha inaugurata.


Ma, al momento, ho dovuto controllare un’ondata di furia distruttiva di fronte ad un’opera contemporanea che è accostata a tempi, spazi e stili in un modo che sembra fatto apposta per colpire la fantasia di chi si pone davanti a monumenti ed opere d’arte come davanti ad uno schermo televisivo. Per fortuna (grazie, Internet, grazie!) resterà nel Duomo, in corrispondenza alla quarta campata sud dell’edificio, fino al 31 marzo 2015, data di inizio dell’Expo, poi sarà spostata ai piani superiori in uno spazio già occupato da altre opere del “grande artista” britannico. 

Forse è la soggettività che diventa esasperata con l’età, ma l’unica cosa che mi ha confortato è stato pensare che anche Michelangelo – dice la leggenda – insoddisfatto del suo Mosé, gli abbia tirato una martellata sul ginocchio con intenzioni nichiliste, poi abbandonate (per fortuna nostra). 

Mi sono consolata, qualche ora dopo, andando a visitare la Basilica di Sant’Ambrogio. Bella, classica, semi-vuota, senza militari all'ingresso, in parte conservata, in parte fedelmente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Raccoglimento, silenzio, arte coerente, un monumento-luogo dove pensare con serenità al passato ma anche al presente e al futuro, perché no? 

(giacomina cassina)

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