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lunedì 8 dicembre 2014

Vissi d’arte?


Il turismo d’arte anche se non determina la maggior quota del movimento turistico ne rappresenta l’immagine e contribuisce a valorizzare anche gli altri turismi presenti nel nostro Paese; appare evidente la rilevanza che il turismo d’arte ha per il movimento complessivo degli stranieri.
Fra turismo e beni culturali vi è sempre stato un rapporto di una certa diffidenza da un lato perché il vacanziere è generalmente poco predisposto a soffermarsi e ad approfondire la propria visita ad un monumento o a un museo, dall’altro perché si è sempre guardato al cliente-turista con un certo sospetto; talvolta come se fosse un “barbaro” che in un certo senso profana un luogo sacro destinato in un primo luogo agli “studiosi” o a chi è in grado di “capire”.
Valgono in proposito , per le visual arts, alcune regole fondamentali:
        Il turista non può vedere tutto ciò che sarebbe utile e /o possibile vedere;
        Il turista usa un approccio approssimativo e, a meno che non sia specializzato, non può scendere in profondità per la visita dei beni e delle opere d’arte (a meno che non sia specializzato);
        Generalmente il turista preferisce vedere più cose invece di approfondirne una;
        Generalmente  il turista ha un comportamento alla costante ricerca dell’evento.
Da queste considerazioni ne deriva che per pochissimi musei si pongono problemi di gestione dei flussi dei visitatori con situazioni di affollamento e di saturazione, che spesso implicano anche quelli della conservazione delle opere.
Parallelamente molti altri musei considerati minori vedono la presenza di pochissimi visitatori e presentano gestioni fortemente negative.
In Italia questa situazione si è determinata in modo oggettivo nel corso degli anni perché rispetto alle opere d’arte ed ai musei, è prevalsa una concezione meramente conservativa che isolava la visita da tutto il contesto del soggiorno, senza alcuna possibilità di vivere il museo.
Fino a non molto tempo fa il sistema dei beni culturali non ha pensato di impostare azioni in termini di produttività, secondo logiche di mercato.
Soltanto negli ultimi anni il sistema dei beni culturali è stato interpretato come un fenomeno con valenza anche produttiva, cercando di  rendere efficiente la loro gestione e di valorizzarli rispetto al mercato, pur conservando tutte le altre condizioni necessarie dal punto di vista ambientale e sul piano della loro tutela.

gippi

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