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sabato 6 dicembre 2014

Una radicale revisione del concetto di violenza

Cosa è in realtà la violenza? Un atto compiuto su una o più persone mediante l’uso della forza fisica. Non solo…Anche un atto che non sia necessariamente di natura fisica ma anche di natura psicologica. Ma soprattutto un’azione mirata a piegare l’altro contro la sua volontà: insomma un abuso, una vera e propria prevaricazione, un atto di prepotenza.


Nella società contemporanea viene condannata maggiormente la violenza fisicamentre, in molti casi, la violenza psicologica diventa ordinaria e non condannabile. Violenza psicologica vuol dire plagio, coercizione, manipolazione…


Sempre di più si sente parlare di violenza psicologica. Nella maggior parte dei casi le vittime non si accorgono neanche di subire un maltrattamento, una continua oppressione. Colui che compie violenza psicologica in gruppo o da solo cerca di convincere una persona o più persone delle loro “errate” percezione della realtà, modo di intrattenere i rapporti sociali, modo di vivere con se stesso e con gli altri etc. La vittima di una violenza psicologica spesso non si avvede di averla subita e diventa insicura, irritabile, depressa e persino violenta. Inoltre la vittima crede di essere pazza, isterica, depressa o paranoica etc. Coloro che compiono violenza psicologica usano frasi di humour, di ironia, di commenti innocenti che vanno dritti ai punti deboli di colui che la subisce…

A caratterizzare la violenza psicologica vi sono comportamenti dispregiativi e denigratori sistematici, parole sprezzanti, ridicolizzazioni, rimproveri e critiche avvilenti.


Ora passerei invece ad un tipo di violenza immateriale che viene compiuta tutti i giorni: è invisibile, è come uno spettro che si aggira per le strade e che riempie le nostre vite. Tale violenza immateriale è costituita da condizionamento sociale, da manipolazione mediatica, dal controllo esercitato dall’informazione, dallacensura, dalla sorveglianza di massa etc. Tali cose citate “suggeriscono” all’individuo come comportarsi, come vivere, prevaricano la sua privacy, usurpano le sue libertà.

Abbiamo parlato di violenza psicologica e di altri tipi di violenza, apparentemente immateriali ma dagli effetti e dalle conseguenze oltremodo tangibili, col fine di dare importanza preminente al fatto che la nostra società contemporanea necessita di una radicale revisione del concetto di violenza nelle sue molteplici sfumature con una conseguente legislazione appropriata che punisca i casi di violenza.

Un esempio banale. Si guarda alle violenze scatenate in una manifestazione o in una rivolta popolare: da condannare senza dubbio se recano danni materiali a persone o cose. Molto spesso, però, passa in secondo piano il motivo o la serie di fattori che hanno scatenato o dato adito ad una tale protesta. In tanti altri casi nella vita quotidiana, casi molto frequenti, spesso si tende a dare importanza solo alle conseguenze di un evento di violenza ma non alle cause che lo hanno suscitato.

Una radicale revisione del concetto di violenza porterebbe ad una società più giusta dal punto di vista dei diritti e delle libertà dell’individuo, una società, che indubbiamente,“mette l’individuo al centro”.

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