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lunedì 1 dicembre 2014

Una "normale" storia..di Mafia.....!

Questa è una storia tutta siciliana fatta  di estorsioni, di minacce  di vario tipo e genere, di immobili sequestrati da agenti della forestale poi arrestati ed ovviamente di mafiosi come Sergio Flamia, oggi pentito,da una parte confidente  dei servizi segreti e dall'altra estorsore, perchè chiedere il  l ”pizzo” è estorsione.
 La storia, non è tratta da un libro di Mario Puzo, ma è realtà: vede coinvolto Gianluca Calì, residente a Milano ma di origini siciliane, nel 2009, pensa di aprire una succursale della sua concessionaria d'auto, ad Altavilla Milicia , in provincia di Palermo, - ora per uno strano (strano?) caso: Concessionarie d'auto, pompe benzina, pompe funebri, bar, magazzini di  materiali per costruzione -- è un pò pestare i piedi a chi non si deve. Il sig. Calì, infatti dal capoluogo lombardo, nel 2009 decide di venire ad aprire in Sicilia una succursale della sua concessionaria d’automobili: la Calicar di Altavilla Milicia. “Volevo provare ad investire nella mia terra” spiega oggi, dopo essere finito in un corto circuito al centro tra le minacce di Cosa nostra e la folle burocrazia dello Stato.
Il sig.Calì  acquista all’asta una villa vicino Casteldaccia e mal gliene incolse : due piani da 160 metri quadrati l’uno. “L’idea era quella di trasformarla in una struttura ricettiva, che potesse creare un minimo di ricchezza per la nostra terra, dare lavoro racconta. Quella villa però non è una dimora qualunque bensì  apparteneva al padrino di Bagheria Michelangelo Aiello, che la condivideva con Michele Greco, il Papa. Non è mai stata confiscata perché era ipotecata ed è quindi passata ad un istituto di credito che ad un certo punto la mette all’asta. naturalmente prima di procedere all'acquisto, il sig.Calì riceve delle cortesi visite che gli consigliano "amichevolmente",( perchè così fanno, loro ti mettono sull'avviso in maniera cortese, quasi da amiconi, poi se non segui e ti ammazzano..beh..te la sei voluta..lo sapevi, un po testardo!)...il sig. Calì, un pò testardo c'è e continua sulla sua strada, pensando che la giustizia, quella dello Stato e la legalità dovrebbero garantirlo. Così, per non avere seguito il consiglio ed essersi aggiudicato una casa, che forse doveva ritornare alla "famiglia", il nostro incauto acquirente comincia a subire minacce e ritorsioni d'ogni genere e tipo, a parte la richiesta, ovvia del pizzo da parte di Flamia, "una personcina a modo"...con qualche omicidio sulle spalle; poi un sequestro da parte di due ispettori della Guardia Forestale. in cui giustificano il sequestro:" Stato grezzo e in corso d’opera”, non rispondente al vero poichè la villa esisteva già dal 1965, il sig. Calì stava ristrutturando per adibirla a struttura ricettiva. Fa opposizione al sequestro e il 4 marzo 2013 ritorna in possesso dell’immobile. Gli ispettori della Forestale però non demordono ...i due "ispettori" sono comunque finiti poi nel mirino della Procura di Palermo  Coffaro, nel 2013 finiscono coinvolti in un’inchiesta della procura di Palermo: al centro dell’indagine i ricatti di alcuni dipendenti della Forestale di Bagheria nei confronti degli abitanti della zona: richieste di denaro dietro la minaccia del sequestro di immobili. “ Ullalàà!!!


Il nostro "incauto" imprenditore, dico incauto perchè ha provato a realizzare un suo sogno, che era quello, anche se in piccolo di poter dare lavoro onesto in terra di mafia..non ha mai avuto un giorno di pace, fino alle minacce di morte...era un imprenditore sano, ed oggi si ritrova praticamente sul lastrico, ancora aspetta di avere accesso al fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura. “Ho fatto la richiesta varie volte, ma nulla, neanche un pezzo di carta per rifiutarmi l’aiuto che mi spetta di diritto”. Intanto la sua storia è finita sui giornali.   Di Flamia e del pizzo chiesto a Calì si è parlato mercoledì scorso anche nell’ultima seduta della commissione parlamentare antimafia, quando a Palazzo San Macuto sono stati ascoltati i pm Leonardo Agueci, Vittorio Teresi, Nino Di Matteo e Francesca Mazzocco. I verbali della seduta sono stati secretati.
Una normale storia tutta di mafia....solo mafia....sempre mafia...e lo Stato? La mafia arriva subito e ti perseguita per anni...nel frattempo lo Stato...cosa fa?
Riccarda Balla



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