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mercoledì 10 dicembre 2014

Troppo inglese nella lingua italiana!

Si dice ormai quotidianamente che il nostro è un Paese in crisi economica,sì certo, ma anche e soprattutto morale; manca di valori , di punti di riferimento, di leadership imprenditoriali (come acutamente ci ha fatto notare Cacciari) e così via…
Insomma questo discorso, a nostro avviso, è diventato un luogo comune, una banalità quasi quanto parlare di calcio ad un bar!
Però… ho pensato ai grandi linguisti come De Mauro e gli accademici della Crusca per es., i quali ci insegnano che per tastare il polso di un popolo dobbiamo guardare in che stato si trova la propria lingua.
Parlo da non addetto ai lavori, sono un semplice lettore come tanti altri e scribacchio a volte (come tanti di più), anzi mi reputo un buon lettore e basta…
Ritornando al nostro tema, mi trovo spesso su diverse tematiche siti internet italiani che scrivono esclusivamente in inglese, o che utilizzano l’inglese all’80%.
Quasi ci vergogniamo di usare l’italiano!
Poi vado nei siti per es. in lingua spagnola e noto che i termini che noi utilizziamo solo in inglese, vengono tradotti nella lingua del paese iberico…
Vorrei capire un po’… è più figo scrivere in lingua inglese? Stakeholders lo possiamo scrivere portatori di interessi? E così tanti altri?
La nostra lingua è la nostra identità: la stiamo perdendo, anzi la stiamo uccidendo con un proliferare di termini inglesi i quali accentuano la confusione, eliminano la chiarezza che è ciò di cui abbiam bisogno in questi giorni..

gippi

2 commenti:

  1. Bravissimo! Col tuo permesso, darò un seguito di esempi concreti dell'inutile uso che si fa di termini inglesi. Così, magari, qualcuno si ... ravvede.

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    1. grazie a te Giacomina, ho letto il tuo articolo molto interessante e profondo, io ho solo accennato alcune tematiche, ciaoooo

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