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venerdì 5 dicembre 2014

Ripensare l'economia e la finanza

Al giorno d'oggi la nostra società è totalmente fondata sul primato totalizzante dell'economia e sulla conseguente mercificazione di tutti (o quasi ) gli aspetti concernenti l'esistente.
I valori culturali,etici,artistici o spirituali sono considerati secondari in quanto poco redditizi, e appaiono persino disfunzionali rispetto alle esigenze dell'homo oeconomicus.




Bisogna precisare che il problema non è l'economia in quanto tale.
Difatti essa deve essere riformata,ripensata, e essenzialmente deve avvenire un cambio di paradigma che ponga l'economia al servizio dell'essere umano, e non il contrario come avviene oggi.

Difatti sostanzialmente nella società attuale è l'essere umano a servizio dell'economia e del sistema monetario da cui dipende.
Ci si ritrova ad essere schiavi di catene invisibili,di eterni debiti, di un sistema economico sempre più dipendente dal dominio della finanza ( economia " virtuale " quindi ) e di quei gruppi di potere ( banche,istituti di credito ecc ) che gestiscono il gioco .



L'economia deve tornare ad essere uno strumento costruttivo per il miglioramento della propria vita, e per far sì che avvenga ciò bisogna lasciarsi alle spalle l'attuale dominio economicista.



Un'economia seria e consapevole deve essere basata su cose concrete come il miglioramento della propria qualità di vita ( sicurezza e stabilità economiche per fare un'esempio ) e non tanto sull'andamento della borsa di Wall Street e tutte queste cose tipiche dell'economia/casinò dominante, e che dividono i tanti economisti mainstream, e su ciò è interessante cosa disse l'antropologa Ida Magli : " soltanto gli economisti, come i dittatori, si dimenticano dell'esistenza degli uomini ".



Spesso ci si imbatte nei soliti battibecchi tra i vari economisti appartenenti a questa o quell'altra divisione ideologica : c'è il liberista che dice che la crisi o tutti gli errori sono opera della spesa pubblica e dell'ingerenza statale, il keynesiano che invece dà la colpa al " libero mercato",il marxista secondo cui tutto deve essere ricondotto semplicemente al mercato capitalista in quanto tale ecc ecc.


Tutte queste visioni economiciste non tengono conto di ciò che dovrebbe interessare di più, ovvero del ruolo che dovrebbe avere l'economia nel miglioramento delle condizioni umane.

Riflettendoci un'attimo inoltre si può dire che tante delle idee economiche possono offrire degli spunti interessanti per la costruzione di un'economia veramente seria e responsabile.

Difatti, la teoria keynesiana ci illustra i pericoli derivati dall'eccessiva deregolamentazione, quella liberista dell'eccessivo interventismo statale e quella marxista di molte contraddizioni del sistema capitalista, e così via .

Usando alcuni concetti condivisibili di questa o di quella teoria si potrebbe dare uno spunto per una nuova economia che funzioni veramente per il bene individuale e collettivo.

Inoltre l'etica dovrebbe avere un ruolo sicuramente importante ed essere posta a a fondamento di una nuova economia, mentre oggi in questo settore sembra essere quasi del tutto assente.



Si dovrebbe creare un'economia e una finanza che rompa con l'attuale status quo basato sul dominio dell'alta finanza, sulla speculazione ecc, e che si fondi su un modello più umano,etico,sostenibile e consapevole.

Un'economia che abbia a cuore prima di tutto gli interessi dei cittadini piuttosto che quelli dei banchieri o dei grandi speculatori, come avviene adesso.

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