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domenica 7 dicembre 2014

Ripensare La scienza fondata sull'etica

Dai tempi più antichi l'essere umano cerca risposte a domande. La maggior parte di queste stesse sono irrisolvibili o più precisamente prive di alcuna spiegazione logica e verificabile. Ad esempio perchè viviamo proprio sul pianeta Terra e non in un altro posto dell'universo, o se esiste vita dopo morte o no, oppure se l'universo è finito o infinito.



Già dall'inizio si voleva credere di avere delle risposte fondate su credi religiosi e non, poichè di altro non si disponeva. Alcuni si appassionavano delle stelle, considerando che quelle potessero dare delle risposte, gli altri invece rimanevano dentro ambiti diversi.
Si arriva ad un punto in cui viene introdotta la scienza, ossia quell'ambito di studio, ricerca e lavoro che si pone lo scopo di rispondere alle domande con il metodo della sperimentazione, e quindi in un modo ragionevole. Qui si inizia ad ipotizzare, inventare e scoprire, dimostrando anche la validità o la falsità di certe teorie. A questo punto si può dire che la scienza si basa sull'uso della ragione. Ma forse questo non è sempre vero? O forse la scienza di oggi non corrisponde ai suoi cannoni originali?
Margherita Hack dice che la ricerca dovrebbe essere libera da vincoli religiosi e soggiogata ad un unico preconcetto, quello di progredire nella sua applicazione in funzione del benessere degli esseri viventi.


Sembrerebbe quasi tutto giusto e vero. Nel medioevo abbiamo avuto molti scienziati impediti dalla religione nel loro studio, ma anche condannati. In fondo cos'è che tentevano di fare? Semplicemente di indagare, dandosi delle spiegazioni partendo da dei fenomeni naturali, che a molti sembravano ovvi, superficiali e stupidi. Ad esempio perchè sorgeva il sole, o quale era la forza che muoveva i pianeti o perchè splendevano le stelle cambiando anche il colore. Tutto questo alla religione non conveniva, perchè se almeno una di queste teorie fosse risolta, bisognava automanticamente dubitare sulle sacre scritture.

Risulta che la religione non è l'unico ostacolo della scienza. Ci possono essere anche altri nemici come l'ignoranza, l'odio, la chiusura mentale, il fanatismo, la politica, la guerra e il profitto. Questi sono altrettanto pericolosi. Paradossalmente succede che essi stessi possono diventare parte della scienza o peggio, il suo obiettivo.

In ogni epoca storica la scienza viene anche plasmata dalle ideologie dominanti, ma per fortuna dal passato si può imparare. Conosciamo individui che non erano proprio scienziati, ma che però tentarono di sfruttare gli scienziati anche corrompendoli o forzandoli semplicemente a dimostrare o creare qualcosa che non corrispondeva all'etica e alla giustizia.

Durante il nazismo venivano usati esseri viventi, uomini e animali, come cavie per sperimentazioni scientifiche. Lo scopo era di scoprire un'arma micidiale, di controllare le menti delle persone, la loro coscienza ed il loro limite. Venivano usate tecniche come la tortura, l'iniezione di veleni, il soffocamento con i gas, gli attacchi psicologici come l'imposizione di un bisogno o di una paura.


Non è tanto chiaro difatti se la scienza di oggi è basata sullo sviluppo umano. Anzi, spesso sembra che si basi sullo sviluppo di alcuni esseri umani. Ad esempio quando vengono fatti degli esperimenti nel cosiddetto "terzo mondo" trovando la scusa di aiutarli, ma poi risulta che quelli che godono dei risultati sono gli occidentali. Un altro esempio può essere la presenza di farmaci molto costosi che possono salvare la vita della gente ma che però costano tanto, quanto un cittadino medio non si può permettere.
La scienza può anche essere razzista, quando cerca di dimostrare la superiorità di un gruppo. Possiamo affermare dunque che tutte le derivazioni negative della scienza sono collegate tra di loro: gli interessi politici con la guerra e il profitto, il fanatismo con la chiusura mentale, ecc.
Tutto è giustificato in un qualche modo. Bisogna però ricordare che nulla dovrebbe essere giustificato dall'interesse materiale o intellettuale, come effettivamente diceva Primo Levi. Tutto deve essere per il bene dell'ambiente in cui viviamo e per quello dell'umanità.

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